e dalle ricerche del Dott. Salvi e al Prof. Zamboni. Pubblicato il nuovo studio dalla rivista "Functional Neurology" in cui si evidenziano "miglioramenti statisticamente significativi della SM".
La Sclerosi Multipla è tornata nel flusso "mainstream" per via di Jack Osbourne, figlio di Ozzy Osbourne, leader dei Black Sabbath, che ha dichiarato di aver scoperto di avere i sintomi di questa patologia.
Per Jack Osbourne è quindi un momento molto difficile, soprattutto psicologicamente e, a tal proposito il giovane, famoso per il reality di MTV "The Osbournes", ha dichiarato al settimanale People "all'inizio mi sono arrabbiato moltissimo, poi sono diventato triste. Poi ho capito che essere triste, o arrabbiato, non serviva a niente, ma che bisogna reagire".
Reagire significa anche avere la possibilità di curarsi il che non è sempre e "solo" una questione di soldi.
Jack Osbourne forse verrà informato dell'esistenza di un "metodo" inventato da un italiano, il Prof. Paolo Zamboni, che si sta sperimentando in tutto il mondo con dei risultati molto interessanti. Un "metodo" Zamboni che in Italia ha bisogno addirittura di una petizione "per il riconoscimento della CCSVI" nella sanità pubblica1 .
Il "metodo" Zamboni, come ricorda la "CCSVI nella Sclerosi Multipla"2 , la Onlus nata per "dare visibilità e concretezza al movimento di malati" è ovviamente una "semplificazione giornalistica" perché si tratta in realtà di un "protocollo che il professor Paolo Zamboni, assieme ai suoi collaboratori, ha messo a punto per la diagnosi non invasiva della CCSVI tramite ecocolordoppler".
"In ambito terapeutico - specifica la CCSVI nella SM - il professor Paolo Zamboni nelle sue pubblicazioni ha proposto l'utilizzo dell'angioplastica dilatativa, pratica sicura e di largo utilizzo in tutto il mondo da più di vent'anni, per la correzione delle malformazioni venose tipiche della CCSVI".
Da pochi giorni è stata pubblicata sulla rivista medica "Functional Neurology" lo studio "Venous angioplasty in multiple sclerosis: neurological outcome at two years in a cohort of relapsing-remitting patients"3 del team emiliano facente riferimento al Dott. Salvi e al Prof. Zamboni.
Come si legge dal sito della CCSVI nella SM, "si tratta della pubblicazione, a due anni di follow-up, dei risultati dell'angioplastica su 29 pazienti con SM recidivante-remittette (RR) sottoposti a liberazione nel primo studio condotto in aperto".
Il lavoro è quindi l' aggiornamento dei risultati del lavoro di Salvi e Zamboni "a due anni dall'intervento di liberazione". Le conclusioni dello studio sono molto positive: "Dei 29 pazienti così selezionali, il nuovo studio evidenzia miglioramenti statisticamente significativi della SM, misurati in termini di percentuale annuale di ricadute (p = 0,021) e di valutazione del punteggio EDSS (p = 0.037) che misura il grado di disabilità", si legge sul sito della CCSVI nella SM.
Insomma anche per Jack Osbourne c'è una speranza italiana, anzi un "Brave Dreams"4 , un "Sogno Coraggioso", proprio come il nome della sperimentazione promossa dalla Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara che vede il prof. Paolo Zamboni in veste di principale ricercatore.
L'AISM non finanzierà il "Brave Dreams" del professor Paolo Zamboni perché, tra le altre cose "non c'è evidenza scientifica sul nesso causale tra CCSVI e SM tale da giustificare uno studio interventistico". Risponde la CCSVI nella SM: "Se non si finanziano studi interventistici, come sarà mai possibile dimostrare il nesso causale tra CCSVI e SM?".
La battaglia per veder "riconosciuta" la CCSVI, patologia "fortemente correlata" alla Sclerosi Multipla continua. Questa volta è una lettera firmata da cinque associazioni e indirizzata al Ministro della Salute Renato Balduzzi a richiedere "riconoscimento della patologia vascolare CCSVI". E parte anche una petizione online.
Il "metodo" Zamboni ha bisogno di partire con la sua sperimentazione originale, cioè "Brave Dreams". Per questo l'associazione CCSVI nella Sclerosi Multipla Onlus invita ad alzare il telefono e a donare uno o due euro.
AISM conclude con successo la Settimana Nazionale della Sclerosi Multipla giunta alla 13esima edizione. Intanto la CCSVI nella SM Onlus precisa che lo studio Brave Dreams "dà per scontata la correlazione tra CCSVI e SM".
Il "sogno coraggioso" di Zamboni e di tutta la sua equipe incomincia a diventare realtà. In Canada il Ministro della Salute Leona Aglukkaq ha annunciato il finanziamento del del trial di trattamento sulla CCSVI.
Venerdì prossimo a Bologna si terrà il primo convegno "Il suono del muro che cade" promosso dall'Associazione Ccsvi-Sm, di cui Nicoletta Mantovani è presidente onorario. La lotta è per il riconoscimento del metodo Zamboni, possibile cura innovativa per la sclerosi multipla.
L'associazione "CCSVI nella Sclerosi Multipla" ONLUS attacca il Ministero della Salute che rischia, con "condizionamenti e le difficoltà poste" di far "scomparire una ricerca tutta italiana". Il Ministero sembra non abbia risposto, ma lo fa l'AISM replicando duramente: "L'Italia non resta a guardare".
L'Associazione CCSVI-SM Onlus, nata per dare visibilità e risposte ai malati dalla pubblicazione della ricerca del Prof. Paolo Zamboni e del Dott. Fabrizio Salvi, continua nella sua battaglia per la verità della "sperimentazione". Aspettando "Brave Dreams".
1.petizione "per il riconoscimento della CCSVI" nella sanità pubblica - http://www.petizionionline.it/petizione/per-il-riconoscimento-della-ccsvi/6155
2."CCSVI nella Sclerosi Multipla" - http://www.ccsvi-sm.org
3."Venous angioplasty in multiple sclerosis: neurological outcome at two years in a cohort of relapsing-remitting patients" - http://www.functionalneurology.it/index.php?PAGE=articolo_dett&ID_ISSUE=612&id_article=5281&abstract=1&fromsearch=&ultimo[...]
4."Brave Dreams" - http://bravedreams.ccsvi-sm.org/