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Sclerosi Multipla: CCSVI si "sgonfia"? Ma Zamboni è fuori dal COSMO

Mentre il mondo indaga sulla teoria di Zamboni dell'Università di Ferrara riguardo alla connessione tra CCSVI e Sclerosi Multipla, all'Ectrims di Amsterdam partono delle dichiarazioni che raggelano molti malati. "Tutto ciò non fa onore alla scienza, non fa onore alla verità" dice la CCSVI nella SM.

C'è una querelle, per usare un eufemismo, che vede contrapposte due opposte fazioni sulla Sclerosi Multipla. La Sclerosi Multipla, in un certo qual modo, metaforicamente, viaggiava placida nella ricerca di una soluzione "farmacologica" tout court quando è spuntato il Professor Paolo Zamboni dell'Università di Ferrara con una teoria che ha fatto crollare le poche certezze sulla malattia.
Una teoria, come scrive l'AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), "secondo la quale alla base del processo autoimmune scatenante la sclerosi multipla ci sia un reflusso venoso". Questa patologia del sistema venoso si chiama "Insufficienza Venosa Cronica Cerebro - Spinale (CCSVI)" ed ha portato ad una vera rivoluzione, anche nel dibattito, sul futuro dei malati di Sclerosi Multipla. Sclerosi Multipla che porta con sé dei risvolti sociali sconcertanti, anche se pressoché ignorati dalla popolazione "sana", come spesso succede.
Come si legge in una nota relativa alla tavola rotonda "Accesso sostenibile all'innovazione: un confronto sulla Sclerosi Multipla", tenutasi a Roma presso la Biblioteca del Senato "Giovanni Spadolini" il 16 giugno scorso: "Il peso economico della SM è piuttosto elevato e varia da 25.000 a circa 70.000 euro annui per paziente a seconda del livello di disabilità. In Italia il costo sociale annuo della malattia è di circa 2 miliardi e 400 milioni di euro. La somma dei costi indiretti (ossia tutte quelle voci di spesa che rimangono a carico delle famiglie) e di quelli correlati alla perdita di produttività rappresenta oltre il 70% del costo globale della malattia, mentre la presa in carico dei pazienti è responsabile del 30% dei costi (di cui il 12% circa è dovuto alle terapie farmacologiche)". La tavola rotonda era promossa dall'Osservatorio Sanità e Salute, con il supporto di Biogen Dompé e il patrocino del Ministero della Salute, dell'AISM - Associazione Italiana Sclerosi Multipla e della SIN – Società Italiana di Neurologia.
Da tutto questo si può ben capire come il professor Zamboni, le sue ricerche ed il suo "metodo" (chiamato così per "semplificazione giornalistica" ma che però poi è diventata una prifrasi d' uso comune, cioè "metodo Zamboni") abbia avuto un impatto enorme sui malati, le loro famiglie e su tutta quell'industria mondiale che studia la Sclerosi Multipla. Non è difficile immaginarsi quanto, grazie alla notizia del "metodo Zamboni", per i malati di Sclerosi Multipla si sia aperta una speranza concreta, ben più "raggiungibile" rispetto a quelle "ricerche farmacologiche" che, necessariamente, hanno bisogno di lunghi anni per essere sperimentate, ed il tempo, come scrivono spesso i malati di SM è "il principale nemico".
Così i malati, di solito considerate "vittime", hanno preso invece la situazione in mano e creduto in un "Sogno Coraggioso", cercando di aiutare il Professor Zamboni con azioni concrete. Per questo motivo dai malati di Sclerosi Multipla e dalle loro famiglie, nell'aprile 2010, nasce un'associazione "al fine di dare visibilità e concretezza al movimento di malati che, a partire dalla pubblicazione della ricerca del Prof. Paolo Zamboni e del Dott. Fabrizio Salvi, in pochi mesi si è manifestato in internet". La nascita della "CCSVI nella Sclerosi Multipla – ONLUS" che ha come Presidente Onorario Nicoletta Pavarotti Matovani (qui una sua intervista su GENTE) sta avendo un ruolo chiave sullo "studio italiano interventistico randomizzato e in doppio cieco in procinto di partire", anche con una raccolta fondi specifica.
Lo studio è quello "guidato dal prof. Paolo Zamboni, (S.Anna di Ferrara), e dal dott. Fabrizio Salvi (Bellaria di Bologna), Brave Dreams (BRAin VEnous DRainage Exploited Against Multiple Sclerosis), il solo al momento che risponde a tutti i requisiti richiesti dalla comunità scientifica internazionale, e quindi il solo in grado di dare una risposta definitiva alle domande che ancora giustamente essa si pone", come scrive la CCSVI nella SM.
La teoria di Zamboni ha avuto una ricaduta internazionale talmente enorme tanto che in occasione dell'Ectrims (European Committee for Treatment and Research in Multiple Sclerosis) di Amsterdam (19-22 Ottobre 2011), uno dei temi dominanti è stato proprio quello dell'Insufficienza Venosa Cronica Cerebrospinale e nella sua associazione alla Sclerosi Multipla.
Questo denota in maniera insindacabile il valore della teoria di Zamboni e del suo "metodo" a livello internazionale dato che, se il professore avesse proposto lo "Snake oil" come rimedio alla Sclerosi Multipla, un ambiente scientifico spesso sempre pronto a lapidare (con "sassi scientifici" ovviamente) ogni "nuova proposta", non avrebbe destinato soldi e ricerche per la CCSVI. La correlazione tra CCSVI e la SM è infatti dimostrata ormai in molti paesi del mondo e, per fare un esempio "la sola recentissima 'meta-analisi' fatta da ricercatori in Canada per conto del Canadian Institutes for Health Research, che ha convinto il governo canadese a finanziare uno studio di trattamento, lo conferma", come scrive la CCSVI nella SM.
Nel caso canadese, continua l'Associazione "sul complesso dei dati degli 8 studi diagnostici, si è riscontrata una differenza di prevalenza della CCSVI altamente significativa tra soggetti SM e controlli: la CCSVI è 13 volte più frequente nei malati di SM rispetto ai sani, da un minimo di due volte e mezzo fino a un massimo di 71 volte! Questo toglie ogni dubbio e conferma la presenza della CCSVI nella SM a livello internazionale". Risultati eccezionali, accompagnati da uno studio presentato all'Ectrims "destinato a fare breccia nella comunità neurologica, fatto dai patologi dell'Università di Cleveland", studio stavolta "autoptico".
Spiega la CCSVI nella SM: "nelle giugulari dei pazienti SM sono inequivocabilmente presenti i sedimenti e le membrane interne descritte per primo dal prof Zamboni, in misura superiore rispetto ai sani".
Ma se nel mondo Zamboni è riconosciuto come un luminare che potrebbe rimanere nella storia della medicina, in omaggio al detto latino "nemo profeta in patria" proprio dall'Italia arriva, all'Ectrims, una "doccia fredda". Come anticipato sul sito dell'AISM infatti: "Nel corso di ECTRIMS 2011, l'argomento CCSVI sarà ancora ampiamente discusso. Verranno tra l'altro illustrati gli avanzamenti dello studio COSMO - promosso da AISM e la sua Fondazione - il più importante studio epidemiologico sul tema della CCSVI, condotto su un campione di 2000 soggetti esaminati in doppio cieco in 43 centri clinici in Italia, l'unico in grado di dare una risposta definitiva sulla correlazione tra CCSVi e SM. Alla ricerca sul tema CCSVI AISM e FISM hanno dedicato il 12% del totale finanziato nel 2010".
In cronaca di Ferrara sul "il Resto del Carlino", il 20 ottobre, un titolo raggela molti malati: "I primi dati del Cosmo contrari alla cura Zamboni" e il sommario sintetizza: "Lo studio multicentrico italiano, ancora in corso, escluderebbe un legame fra sclerosi e Ccsvi, come invece teorizzato dall'angiologo ferrarese". Nell'articolo si legge: "I primi risultati sono stati anticipati dal neurologo Giancarlo Comi, co-coordinatore della ricerca, ai giornalisti italiani ad Amsterdam, a margine del V meeting congiunto Ectrims/Actrims dei comitati europeo e americano per la ricerca e la cura della sclerosi". I risultati, si continua a leggere, parlano di una frequenza di Ccsvi "confermata in meno del 10%" delle 700 persone (su 2000) esaminate con ecodoppler e "Secondo Comi, già con l'analisi ad interim di Cosmo 'si è completamente sgonfiata l'ipotesi che la Ccsvi sia una causa o una significativa concausa della sclerosi multipla'". Le dichiarazioni del prof.Comi avranno però fatto pensare ai lettori più attenti ad un fatto che molto spesso non si ricorda, ovvero che lo stesso Zamboni aveva preso "nettamente le distanze" dalla sperimentazione AISM, come avevamo scritto all'epoca ("Sclerosi multipla: Zamboni sconfessa sperimentazione AISM").
Zamboni infatti è fuori dal COSMO. Le dichiarazioni del prof. Giancarlo Comi non potevano che trovare una risposta netta e pubblica dall'Associazione CCSVI nella SM: "I malati rispondono a Comi: scorretto".
Scrive la CCSVI nella SM in una nota firmata dalla presidente nazionale Gisella Pandolfo: "Apprendiamo quanto diffuso da un comunicato d'agenzia e ripreso da alcune testate che, a margine del congresso, il neurologo prof. Giancarlo Comi - direttore del Dipartimento neurologico e Istituto di neurologia sperimentale del San Raffaele di Milano, uno dei due ricercatori principali dello studio Cosmo finanziato da Aism e Fism sulla correlazione tra Sclerosi e Multipla e la CCSVI (Insufficienza venosa cronica cerebrospinale), la patologia venosa scoperta dal prof. Paolo Zamboni -responsabile del Centro Malattie Vascolari dell'ospedale S. Anna, Università di Ferrara - ha rivelato ai giornalisti i risultati preliminari della ricerca, secondo cui la correlazione tra CCSVI e SM si attesterebbe a meno del 10%, sulle prime 700 persone sottoposte a indagine diagnostica. Questo mentre rilevanti studi internazionali confermano una significativa associazione tra le due patologie". L'associazione CCSVI nella SM osserva inoltre che le dichiarazioni del prof. Giancarlo Comi non hanno seguito "le regole consone del confronto tra ricercatori, non nell'ambito di una sessione scientifica, molto prima dell'intervento del Prof. Battaglia di presentazione dello studio - e non dei risultati -, previsto per il pomeriggio, non rivolgendosi a colleghi e studiosi, il Prof. Comi ha scelto di consegnare ad una platea di giornalisti i risultati preliminari dello studio". "Non un paper, non una relazione, nulla che possa concedere a ricercatori e malati di comprenderne i contenuti, analizzarne le ragioni, valutarne il peso scientifico", rammenta la CCSVI nella SM. Va detto infatti che il Prof. Battaglia, come si legge nell'articolo del Resto del Carlino, si è mostrato più cauto, aspettando di vedere i risultati dell'indagine che coinvolge 2 mila persone, precisando: "Duemila è il numero minimo per avere una potenza statistica che ci permetta di dare una risposta definitiva alla questione".
E anche dal sito dell'AISM Gianluigi Mancardi, Presidente del Comitato Scientifico AISM e uno dei principal investigator dello studio COSMO dichiara: "L'analisi ad interim è servita solo per arrivare alla conclusione che si deve andare avanti. Vogliamo mantenere il nostro impegno di dare risposte certe alle persone con sclerosi multipla. Risposte definitive che dovrebbero arrivare prima dell'estate". Ma la CCSVI nella SM attente ovviamente che la "vera ed originale" sperimentazione di Zamboni, cioà "Brave Dreams - Sogni Coraggiosi" abbia inizio con la relativa "rapida rimozione degli ostacoli, burocratici ed economici". E a proposito della sperimentazione AISM la CCSVI nella SM afferma: "Ricordiamo che la scienza fortunatamente procede internazionalmente, e che lo studio italiano COSMO sarà solo uno dei tanti studi epidemiologici che essa saprà produrre Solo la valutazione complessiva dei risultati di più studi potrà condurre a valutazioni conclusive". Non poteva mancare da parte dell'associazione di malati di Sclerosi Multipla una precisazione finale di "come le sommarie anticipazioni di Comi siano in stridente contraddizione con quanto emerso da una meta-analisi condotta da un gruppo multidisciplinare di esperti del Canadian Institutes of Health Research". Osserva la CCSVI nella SM: "Questo getta un'ombra sulla qualità complessiva dello studio COSMO e richiama inevitabilmente alla mente le critiche che Zamboni mosse al suo protocollo di ricerca quando decise di uscire dallo Steering Committee". Cioè lo Steering Committee dello Studio Epidemiologico FISM. E si ricorda ciò che Zamboni scrive nella sua lettera di dimissioni dal COSMO: "In sintesi sono fortemente convinto della non fattibilità dello studio seguendo il compromesso del protocollo insegnato in modo difforme rispetto al mio da altri centri giudicati idonei alla didattica, il timing imposto per la per la preparazione degli sperimentatori e la conseguente rilevazione dei dati". "Più volte l'Associazione CCSVI nella Sclerosi Multipla ha ricordato con preoccupazione i vizi di origine e le carenze metodologiche dello studio AISM-FISM, oggi prendiamo atto di una palese violazione del diritto del malato alla corretta informazione" scrive ancora la CCSVI, e conclude "Tutto ciò non fa onore alla scienza, non fa onore alla verità".

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