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Sclerosi Multipla: CCSVI "attacca" Ministero Salute. Risponde l'AISM

L'associazione "CCSVI nella Sclerosi Multipla" ONLUS attacca il Ministero della Salute che rischia, con "condizionamenti e le difficoltà poste" di far "scomparire una ricerca tutta italiana". Il Ministero sembra non abbia risposto, ma lo fa l'AISM replicando duramente: "L'Italia non resta a guardare".

La ONLUS "CCSVI nella Sclerosi Multipla" è, come si legge dal sito dell'organizzazione "una organizzazione non lucrativa di utilità sociale che intende incoraggiare, coordinare e sostenere la ricerca rivolta alla prevenzione, diagnosi e cura della Sclerosi Multipla con particolare riferimento alle sue connessioni con l'Insufficienza Venosa Cronica Cerebro - Spinale (CCSVI)". Un'associazione coraggiosa e "in lotta contro il tempo" che dà voce a migliaia di malati che "a partire dalla pubblicazione della ricerca del Prof. Paolo Zamboni e del Dott. Fabrizio Salvi, in pochi mesi si è manifestato in internet". Qualche tempo fa l'Associazione aveva pubblicato un comunicato stampa, quasi un appello, al Ministero della Salute: "CCSVI: a rischio una ricerca tutta Italia" ripreso anche dal nostro blog nell'articolo "Sclerosi Multipla: 'metodo Zamboni' a rischio in Italia. Emigrare?" (http://is.gd/dNwBXQ). L'appello dell'Associazione, che si può leggere per intero a questo indirizzo (http://is.gd/768UrN) metteva l'accento sui "condizionamenti e le difficoltà poste dal Ministero della Salute" che "rischiano, ancora una volta, di far scomparire una ricerca tutta italiana". Ovviamente la "ricerca tutta italiana" che in altri Paesi sarebbe un vanto è quella di Zamboni e la sua equipe. Tutto qui, si fa per dire, naturalmente. La "freddezza" sulla CCSVI in Italia ("si mette ancora in dubbio l'esistenza stessa" recita il comunicato) cozza con l'entusiasmo e i finanziamenti di tutto il mondo tanto che, amaramente, alla fine della nota stampa, la CCSVI nella SM, prendendo atto della situazione, concludeva: "Ci auguriamo di non dover essere tutti costretti a emigrare, malati in cerca di cura e ricercatori onesti in cerca del giusto riconoscimento". A questo appello-comunicato della CCSVI nella SM del 26 luglio risponde l'AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) a stretto giro, con una nota stampa dal titolo "L'Italia non resta a guardare". Il comunicato dell'AISM che si può leggere integralmente a questo indirizzo (http://is.gd/Yie8T4) si rivolge direttamente alla presidente della CCSVI nella Sclerosi Multipla. Si legge nella nota AISM: "L'Italia non resta a guardare, anzi, nel nostro paese si conduce la migliore ricerca – AISM controbatte alle affermazioni di Gisella Pandolfo Pres. dell'associazione CCSVI - facendo un punto sullo stato della ricerca sulla SM a livello internazionale. Il nostro paese è coinvolto in oltre 15 progetti internazionali di ricerca sia sui meccanismi di base della malattia sia sulla sperimentazione terapeutica". Segue una dichiarazione del Prof. Mario Alberto Battaglia, Presidente della FISM: "La ricerca sulla SM si muove a 360 gradi e l'Italia è coinvolta con i migliori gruppi di ricerca e in molti campi i ricercatori italiani sono i coordinatori internazionali. La ricerca che riguarda la CCSVI è soltanto una parte e comunque in questo ambito i ricercatori italiani danno un contributo importante". L'Associazione Italiana Sclerosi Multipla puntualizza nel comunicato che: "Negli ultimi anni, il trattamento della sclerosi multipla è notevolmente cambiato e, proprio grazie alla piena collaborazione dei ricercatori a livello internazionale, si sono fatti importanti passi avanti sia nella diagnosi che nel trattamento della malattia e si è molto costruito per migliorare la qualità della vita delle persone con SM. In tutto il mondo sono in corso migliaia di studi allo scopo sia di conoscere i meccanismi alla base della sclerosi multipla sia di sperimentare nuovi approcci alla malattia e AISM partecipa attivamente e co-finanzia molti di quelli in cui sono coinvolti i ricercatori italiani". Nel comunicato dell'AISM si legge anche che "Tra gli studi più significativi in corso AISM sta portando avanti il più importante studio epidemiologico sul tema della CCSVI su un campione di 2000 soggetti esaminati in doppio cieco in 43 centri clinici in Italia, che darà i suoi risultati entro la fine dell'anno in corso". Lo studio ricordiamo però, per la cronaca, è stato sconfessato dallo stesso Zamboni (leggi "Sclerosi multipla: Zamboni sconfessa sperimentazione AISM" http://is.gd/BIkiA6) con una lettera di dimissioni netta (http://tinyurl.com/zamboni1). Molti in rete fanno anche notare che, pur rileggendo attentamente il comunicato della "CCSVI nella Sclerosi Multipla", la ONLUS non parla mai né di AISM né della "totalità" della ricerca sulla Sclerosi Multipla. Il comunicato - appello della "CCSVI nella Sclerosi Multipla" era piuttosto un "attacco al Ministero" e parlava unicamente della "fissazione" dell'Associazione guidata da Gisella Pandolfo, cioè la ricerca sulla "Insufficienza Venosa Cronica Cerebro - Spinale". Non a caso il periodo più "polemico" del comunicato stampa era questo: "Intanto, in Italia si mette ancora in dubbio l'esistenza stessa della CCSVI, si discute pretestuosamente della sua correlazione con la SM, si perde tempo, pavidamente facendosi condizionare da falsamente motivate e restrittive posizioni ministeriali. Tutto questo, mentre i malati sono costretti a mobilitarsi per finanziare Brave Dreams, la sperimentazione guidata dal prof. Zamboni".

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