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Sclerosi Multipla: Brave Dreams è partito. Ora si riconosca la CCSVI

Il "Sogno Coraggioso" di Zamboni e Salvi "Brave Dreams" è finalmente partito. Ma ancora sulla CCSVI vige il "fermo" in pazienti con la Sclerosi Multipla nella sanità pubblica. Per questo è stata lanciata una petizione da parte dell'Associazione CCSVI nella SM.

Questa era la premessa di Brave Dreams: "Nel 90% dei casi i malati di Sclerosi Multipla hanno le vene del collo e del torace occluse a causa di una malattia vascolare chiamata CCSVI. Nei malati di CCSVI, il sangue non ossigenato proveniente dal cervello e dal sistema nervoso centrale fatica ad arrivare al cuore a causa di ostacoli venosi e restringimenti vari. Un semplice intervento di angioplastica dilatativa (PTA), ripristinando il normale circolo venoso, può fermare la Sclerosi Multipla e attenuarne i sintomi. Affinché ciò sia definitivamente provato occorrono studi clinici". Studi clinici paradossalmente avviati all'estero ma non in Italia. Ma finalmente lo studio clinico "per eccellenza" sulla CCSVI parte anche nel nostro Paese: il "Sogno Coraggioso" del professor Paolo Zamboni e del dottor Fabrizio Salvi, dopo mille peripezie è giunto all'operatività, meritandosi un "brindisi" da parte dell'Associazione che da sempre segue questa "odissea" e cioè la CCSVI nella SM. Il 7 agosto 2012 a mezzanotte la CCSVI nella Sclerosi Multipla Onlus ha brindato infatti idealmente, insieme agli associati, ai malati di CCSVI e ai molti simpatizzanti, alla partenza della sperimentazione. Questo il messaggio di gioia, all'alzata "virtuale" del bicchiere: "Un brindisi alla ricerca libera e indipendente, alla ricerca senza condizionamenti o conflitti di interesse, alla ricerca nel pubblico finanziata dal pubblico. Alla ricerca italiana che non ha paura. Un brindisi dei malati e di tutti i loro cari con Paolo Zamboni e Fabrizio Salvi, il chirurgo vascolare che ha scoperto l'Insufficienza venosa cronica cerebrospinale (CCSVI) e la sua associazione con la sclerosi multipla, e il neurologo che assieme a lui ha lavorato fin dal primo momento". Un brindisi va anche a chi non c'è più, come il coraggioso Pino Cucci di cui scrivevamo proprio un anno fa: "La figlia di Pino Cucci, che molti avranno conosciuto sui social network in cerca di notizie su Zamboni e la Sclerosi Multipla, a questo proposito scrive sulle pagine dell'Associazione: 'papà è morto per brave dreams, invece di fiori e altre stupidaggini sono sicurissima che papà sarebbe felice se donaste soldi a breave dreams . Ringrazio tutti per l affetto per papà'". E se Brave Dreams è partito è senz'altro anche merito suo. Ma c'è ancora molto da fare per la CCSVI nella Sclerosi Multipla. Una battaglia importante è ad esempio quella per sbloccare quel "fermo di ogni attività d'intervento sulla CCSVI, in pazienti con SM nella sanità pubblica", come si legge sul testo della petizione che l'Associazione ha promosso . Su 10mila firme necessarie, quelle raccolte sono ad oggi 2787. Come dire, la guerra non è ancora vinta.

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