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Sclerosi Multipla: AISM non finanzierà il Sogno Coraggioso di Zamboni

L'AISM non finanzierà il "Brave Dreams" del professor Paolo Zamboni perché, tra le altre cose "non c'è evidenza scientifica sul nesso causale tra CCSVI e SM tale da giustificare uno studio interventistico". Risponde la CCSVI nella SM: "Se non si finanziano studi interventistici, come sarà mai possibile dimostrare il nesso causale tra CCSVI e SM?".

Per molti malati di Sclerosi Multipla e per le loro famiglie questa è una notizia molto importante, per l'annoiato "resto del mondo" che ancora non riesce a "svegliarsi" dalle lunghe vacanze natalizie, forse no. L'AISM, cioè l'Associazione Italiana Sclerosi Multipla Onlus ha deciso, con il parere del Comitato scientifico FISM (acronimo di Fondazione Italiana Sclerosi Multipla Onlus) di non finanziare il "Sogno Coraggioso", ovvero BRAVE DREAMS promosso dalla Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara che vede il prof. Paolo Zamboni in veste di principale ricercatore. "BRAVE DREAMS letteralmente significa SOGNI CORAGGIOSI. In realtà indica la sigla BRA.VE DR.E.A.M.S, abbreviazione di BRAin VEnous DRainage Exploited Against Multiple Sclerosis, che, tradotto dall'inglese, significa 'sfruttare il drenaggio venoso contro la sclerosi multipla'" come si legge dalla pagina dal minisito dedicato alla sperimentazione dell'altra protagonista della vicenda, la CCSVI nella Sclerosi Multipla Onlus (http://bravedreams.ccsvi-sm.org/). Per chiarire ancora le idee a chi non è informato, CCSVI (acronimo di Insufficienza Venosa Cerebro-Spinale Cronica in inglese) è "una patologia del sistema venoso. A causa di queste malformazioni che determinano un restringimento delle principali vene cerebrospinali, l'organismo non è in grado di drenare efficacemente il sangue dal cervello e dal midollo spinale. Gli studi condotti dal professor Paolo Zamboni e dal dottor Fabrizio Salvi e in seguito confermati dallo studio del dottor Zivadinov dell'Università di Buffalo in America, hanno portano a suggerire che la CCSVI sia fortemente associata alla SM. La CCSVI sembra contribuire alla formazione dei danni del sistema nervoso centrale che caratterizzano la malattia" (http://is.gd/3u1bgr). L'AISM in un laconico comunicato il 10 Gennaio 2012 comunica la sua decisione così: "Il Comitato scientifico della FISM – chiamato a pronunciarsi sul protocollo dello studio Brave Dreams, come previsto dall'iter accelerato di valutazione avviato dalla Fondazione a luglio 2011 - si esprime con un parere negativo sul finanziamento di questo progetto di ricerca. Il parere tecnico del Comitato scientifico, composto da scienziati riconosciuti a livello nazionale e internazionale e vincolante per l'erogazione del finanziamento, recepisce le valutazioni di 4 referee nazionali e internazionali esperti nelle aree della neurologia, sonologia, chirurgia vascolare e neuro-riabilitazione, chiamati ad esaminare il protocollo dello studio Brave Dreams". L'AISM nel suo comunicato sottolinea: "Il Comitato scientifico si riserva di attendere evidenze scientifiche sul nesso causale tra CCSVI e sclerosi multipla, sull'efficacia e la sicurezza del trattamento di angioplastica in questo ambito, prima di emettere nuovi pareri su finanziamenti per trial clinici". Il Comitato scientifico FISM inoltre afferma, "in sintesi", i motivi che l'hanno portato alla decisione: "- Non c'è evidenza scientifica sul nesso causale tra CCSVI e SM tale da giustificare uno studio interventistico. - Non è giustificato condurre una sperimentazione clinica su un gran numero di persone senza aver condotto preliminarmente, come da prassi scientifica, sperimentazioni con un numero più limitato di soggetti. - - Non è giustificato sottoporre un gran numero di persone ai possibili rischi di esposizione alle radiazioni di procedure invasive come la flebografia o al rischio di altri eventi avversi legati al trattamento di venoplastica" (http://is.gd/MC5X0y). Risponde la CCSVI nella SM Onlus con un comunicato che si intitola: "AISM non finanzierà Brave Dreams. Per i malati delusione e rabbia". La CCSVI nella SM ribatte punto per punto il comunicato di AISM, non senza una certa comprensibile amarezza: "Un parere negativo, al termine di un iter 'accelerato' - sei mesi sono passati dalla consegna di tutta la documentazione da parte dell'Azienda Ospedaliera di Ferrara - per un finanziamento, pubblicamente promesso da AISM da due anni. Il 23 gennaio 2010 infatti a Vicenza, il Prof. Mario Alberto Battaglia dichiarava la disponibilità al finanziamento di una ricerca commissionata perchè: 'dobbiamo dare risposte alle domande scientifiche ancora aperte e questo lo si può fare attraverso ricerche scientifiche mirate'. Due anni dunque ci sono voluti per elaborare il progetto di ricerca, concorrere al suo gruppo di studio e alla stesura del suo protocollo, promettere ripetutamente il proprio sostegno economico, promuovere campagne di marketing mirate al suo finanziamento, raccogliere soldi da malati e donatori in occasione dei vari eventi di raccolta fondi susseguitesi in questo lungo periodo, per poi concludere con una valutazione negativa che lascia delusi e carichi di rabbia i malati che nel sostegno di AISM ancora credevano". Poi la CCSVI nella SM entra nel merito del protocollo: "Un iter davvero travagliato, che ha visto AISM co-protagonista della stesura di un protocollo di ricerca che ora il suo comitato scientifico boccia perché, afferma: 'non c'è sufficiente evidenza scientifica sul nesso causale tra CCSVI e SM, non è giustificato condurre una sperimentazione clinica su un gran numero di persone senza aver condotto preliminarmente sperimentazioni con un numero più limitato di soggetti e non è giustificato sottoporre un gran numero di persone ai possibili rischi legati al trattamento di venoplastica'". Il comunicato della CCSVI nella SM quindi spiega: "Davanti ad una valutazione più etica che scientifica, a fronte del parere positivo per Brave Dreams espresso da tempo dai due Comintati Etici di Ferrara e Bologna, increduli, osserviamo: - Se non si finanziano studi interventistici, come sarà mai possibile dimostrare il nesso causale tra CCSVI e SM? E' evidente infatti che i soli studi epidemiologici non potranno dire nulla, a tal proposito. E tantomeno potrà dire qualcosa lo studio epidemiologico COSMO, benché AISM, che lo promuove, continui a propagandarlo come l'unico studio in grado di dare certezze risolutive. Una assurdità inaudita. - Da oltre due anni, ovvero da quando sono stati pubblicati dal team Zamboni-Salvi i risultati dello studio preliminare sull'efficacia del trattamento mediante angioplastica dilatativa sui primi 65 pazienti operati a Ferrara, ci sentiamo ripetere dagli oppositori scettici verso la ricerca sulla CCSVI che quel numero era statisticamente poco significativo e che le vere conferme scientifiche si sarebbero avute solo dopo la verifica degli stessi esiti su un numero elevato di pazienti. E ora AISM ci racconta che non è giustificato condurre sperimentazioni su grandi numeri? E quei numeri non li hanno stabiliti chi ha stilato il protocollo, ovvero anche i ricercatori AISM? Inoltre, non era lo studio preliminare sui 65 di oltre due anni fa una sperimentazione, 'come da prassi scientifica, con un numero più limitato di soggetti' ?". L'Associazione che sostiene il lavoro di professor Zamboni e del dott. Salvi sottolinea inoltre: "Le osservazioni di AISM appaiono infine in palese contraddizione con quanto indicato da tutti i principali studiosi internazionali che auspicano da tempo per la CCSVI studi numericamente ampi e da quanto conferma la tendenza dalla ricerca internazionale, come dimostrato da almeno altri tre studi interventistici ad oggi registrati presso il National Institute of Health U.S.A: Hubbard Foundation - California - Pazienti arruolati: 1000; The Albany Vascular Group, Albany, New York - Soggetti arruolati: 600; Euromedic Specialist Clinics, Polonia - Pazienti arruolati: 1000". La CCSVI nella SM conclude: "Due anni sono dunque passati, a rincorrere un finanziamento promesso, cui donatori di tutte le piazze d'Italia hanno creduto di contribuire. E dopo tanta attesa pure la beffa, ora, di sentirsi raccontare che la ricerca non è scientificamente giustificata, quando illustri esempi di ricerca internazionale confermano l'opposto! Mentre i malati si chiedono quanto valgono le parole di AISM, osservano con rabbia e tristezza che è stato invece giustificato promettere e ripromettere il sostegno economico a Brave Dreams e usarlo strumentalmente nelle raccolte fondi. Quale scienza e, soprattutto, quale etica giustifica tutto cio?" (qui con tutte le note http://is.gd/ef8ZOp). Intanto solo pochi giorni fa la CCSVI comunicava che la Regione Emilia Romagna "si è impegnata a confermare la copertura economica per Brave Dreams, quindi come scrivevamo, il Sogno Coraggioso di Zamboni parte e "non rimarrà un sogno" (http://is.gd/BHlqcI).

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