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CCSVI: malati sclerosi multipla non possono e non vogliono aspettare

Una petizione gira sul web, è dei malati di sclerosi multipla che chiedono risposte immediate alle autorità perché "il tempo stringe" e "vogliamo ricordare alle nostre Amministrazioni regionali che ci siamo anche noi, malati, familiari e conoscenti, quale parte direttamente in causa".

"Il professore Paolo Zamboni di Ferrara (angiologo), in collaborazione con il dott. Fabrizio Salvi di Bologna (neurologo), ha scoperto che molti malati di sclerosi multipla, una patologia neurologica, hanno anche una malattia vascolare chiamata CCSVI (Insufficienza Venosa Cronica Cerebro Spinale)". Questa frase è la chiave della battaglia che i malati di Sclerosi Multipla, tra l'indifferenza dei media, stanno portando avanti sulla loro pelle, per la libertà di curarsi. Una battaglia dura, dove anche le istituzioni si mostrano spesso impermeabili alle istanze dei cittadini, spesso malati. Continua quindi l'impegno civile dei malati di sclerosi multipla che "non possono e non vogliono aspettare" come si legge sul web. Su internet difatti ha da qualche giorno incominciato a girare una petizione che ha come oggeto la "richiesta diagnosi e trattamento via SSN della CCSVI (Insufficienza Venosa Cronica Cerebro-Spinale)" alle autorità competenti. Il manifesto dell'iniziativa che riproduce un'immagine assolutamente emblematica della CCSVI, ovvero la "strozzatura" di una clessidra dove la sabbia è rossa come il sangue, sottolinea che "il tempo stringe". Come si spiega nell'introduzione alla petizione "la CCSVI consiste nel restringimento di alcune vene del collo e del torace che hanno la funzione di drenare il sangue dal cervello al cuore". Il comunicato ricorda il ruolo cella CCSVI nella Sclerosi Multipla e che "il 4 marzo 2011 il Ministero della Salute ha inoltrato una circolare alle Regioni, con la quale esprime un nuovo parere del Consiglio Superiore di Sanità, questa volta molto restrittivo, riguardo alla diagnosi e alla cura della CCSVI, sia in ambito pubblico che privato, riportando di fatto la situazione al tempo dei viaggi della speranza all'estero". Il fatto che anche la speranza possa essere murata dal cemento della burocrazia fa sottolineare ai promotori della petizione che anche "Il 4 aprile 2011 la SIAPAV, Società Italiana di Angiologia e Patologia Vascolare, ha preso autorevolmente posizione riguardo alla circolare del 4 marzo, con una lettera aperta al Ministro (in coda alla circolare del Ministro http://is.gd/JtqP6E). Pertanto si sottolinea che "Concordando con quanto espresso dalla SIAPAV vogliamo ricordare alle nostre Amministrazioni regionali che ci siamo anche noi, malati, familiari e conoscenti, quale parte direttamente in causa". Il 24 aprile 2011, nella giornata di Pasqua, la petizione era stata firmata da 948 persone. In questa pagina "Appello per il trattamento della CCSVI via SSN" è disponibile il testo dell'appello e sono indicate i modi per partecipare alla petizione (http://is.gd/HUId8U).

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