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Brave Dreams, CCSVI e sclerosi multipla: tra un anno i risultati del metodo Zamboni

E' terminata il 31 dicembre la fase di reclutamento e di intervento sui pazienti affetti da sclerosi multipla nell'ambito dello studio 'Brave Dreams', cioè quel metodo Zamboni che punta a dimostrare che la causa della malattia risiede nella CCSVI (Insufficienza Venosa Cerebro-Spinale Cronica). L'Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara comunica che "tra un anno saranno disponibili tutti i dati per dare la risposta definitiva alle domande che lo studio Brave Dreams prevedeva: valutare l'efficacia e la sicurezza della angioplastica in pazienti affetti da sclerosi multipla".

Lo studio Brave Dreams (BRAin VEnous DRainage Exploited Against Multiple Sclerosis) è il "Sogno Coraggioso" del professor Paolo Zamboni, convinto del fatto che la CCSVI (Insufficienza Venosa Cerebro-Spinale Cronica) possa essere la causa della sclerosi multipla. La premessa di Brave Dreams (meglio noto come il metodo Zamboni) sta nel fatto che "nel 90% dei casi i malati di sclerosi multipla hanno le vene del collo e del torace occluse a causa di una malattia vascolare chiamata CCSVI. Nei malati di CCSVI, il sangue non ossigenato proveniente dal cervello e dal sistema nervoso centrale fatica ad arrivare al cuore a causa di ostacoli venosi e restringimenti vari. Un semplice intervento di angioplastica dilatativa (PTA), ripristinando il normale circolo venoso, può fermare la sclerosi multipla e attenuarne i sintomi. Affinché ciò sia definitivamente provato occorrono studi clinici". Studi che all'estero sono già attivi da anni mentre paradossalmente proprio in Italia il metodo Zamboni ha fatto fatica per farsi accettare, perché in gioco non ci sono solo le vite dei malati ma forse purtroppo anche gli interessi che ruotano attorno alla ricerca sulla sclerosi multipla.

Dopo non poche vicissitudini, e lo studio CoSMo promosso dall'AISM sconfessato da Paolo Zamboni e che negò di fatto la correlazione tra sclerosi multipla e CCSVI, la sperimentazione clinica con protocollo "originale" approda presso l'Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara, anche grazie al finanziamento messo a disposizione dalla Regione Emilia Romagna. Lo studio Brave Dreams prevede diverse fasi: il reclutamento, l'intervento e la valutazione, nel tempo, del risultato clinico (follow-up). Il 31 dicembre 2014 "con soddisfazione l'Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara comunica che la fase di reclutamento e di intervento sui pazienti affetti da sclerosi multipla nell’ambito dello studio 'Brave Dreams' è terminata". La direzione del nosocomio precisa infatti che "il reclutamento e l'intervento sono stati eseguiti su tutti i pazienti selezionati in 8 centri italiani coordinati dal S. Anna di Ferrara" annunciando: "Tra un anno saranno disponibili tutti i dati per dare la risposta definitiva alle domande che lo studio prevedeva: valutare l'efficacia e la sicurezza della angioplastica in pazienti affetti da sclerosi multipla". I pazienti reclutati per lo studio Brave Dreams hanno accettato l'esperimento in doppio cieco, che non consente loro, in questa fase, di conoscere il risultato.

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