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Tir: blocco nazionale fino a venerdì 27 Gennaio. Precetto non spaventa

Se prima la parola d'ordine era "se non ora quando", per i Forconi il motto di queste ore è diventato "o ora o mai più". I Tir continuano la loro lotta, senza paura di "precettazioni" anche perché, come ricorda il leader dell'Aias "Precettare che cosa? Noi non svolgiamo un servizio pubblico".

Come ha detto il leader del Movimento dei Forconi Mariano Ferro "ora o mai più". Chi sta protestando oggi sa bene che smettere con le manifestazioni e i presidi, magari per tornare a casa a mani vuote, o col solito pugno di mosche secche, cattive anche per i pesci rossi, significa perdere una partita storica che "non si ripresenterà mai più". Anche se i Tir non fanno parte "organicamente" del Movimento dei Forconi, il vento che spinge avanti la protesta è lo stesso. Lo sciopero nazionale dell'autotrasporto è stato infatti indetto Trasportounito data "l'assenza di provvedimenti certi da parte del Governo, con particolare riferimento alla disciplina del settore (applicabilità dei costi minimi, tempi di pagamento e certezza del credito ecc..) ed agli aumenti dei costi (gasolio, autostrade, assicurazioni)" come si legge in una nota dell'organizzazione. E i "blocchi" dei Tir, anche se di blocchi non si tratta (Trasportounito raccomanda di non attuarli, i rassemblement dei Tir si chiamano "concentramenti") aumentano in tutta Italia e crescono al Nord "anche se fortemente osteggiati", fanno sapere dalla segreteria. La Sicilia, la Campania, il Piemonte, il Veneto e un po' tutte le regioni d'Italia incominciano a soffrire del "blocco Tir", con l'assenza di forniture alle aziende. Tra queste la Fiat che sembra stia pianificando, almeno nel primo turno, una sospensione della produzione a Pomigliano, Mirafiori, Melfi e Cassino. Anche le grandi catene di supermercati incominciano a lamentare il difficoltoso approvvigionamento di alimenti freschi. Ma come si comporterà il governo Monti con il suo primo "incontro ravvicinato del terzo tipo" con la società "vera e propria", quella che cioè scende in piazza? Una società che fino ad ora, per il governo tecnocrate era solamente rappresentata da asettiche cifre di bilancio da tagliare o da ritoccare? Per ora Antonio Catricalà, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, si limita a dire che la situazione "sta diventando un problema di ordine pubblico, e questo non è un bene". Il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri invece, dopo una riunione tenutasi ieri al Viminale per fare il punto della situazione proprio sulla protesta degli autotrasportatori dichiara "Massima disponibilità al dialogo con tutti" ma nel contempo "massima fermezza per assicurare il rispetto della legge attraverso gli strumenti previsti dalla legislazione vigente". Intanto sui social network sembra che la protesta dei Tir, forse complice la "tassa quotidiana condivisa" del carburante, possa trovare simpatizzanti almeno in una parte della popolazione 2.0, notoriamente ostile a queste "cose 1.0" che però riempiono il frigo e ricaricano le batterie dei tablet. Difatti "no Tir no party", letteralmente. Interessante quindi il tweet di Davide Mamone che osserva: "Siamo l'unico popolo che al posto di chiedere assieme ai camionisti dei tir di abbassare le accise, li condanna. Amarezza" (http://is.gd/2mcvZZ); così come non si può che sorridere leggendo il cinguettio di Nunzia de Girolamo che, sempre su Twitter, ironizza: "scommetto che se al governo c'era ancora berlusconi oggi bersani era sulla A1 ad ascoltare gli autotrasportatori" (http://is.gd/GlcxFW). E lo stesso Sandro Ruotolo, braccio destro di Michele Santoro, che di manifestazioni ne ha visto tante, "apre" alla protesta con il tweet: "Duemila tir stanno bloccando l'Italia...la protesta si sta estendendo dalla Sicilia. Tutti brutti, sporchi e cattivi?" (http://is.gd/IT54s4). E per quanto riguarda la precettazione Giuseppe Richichi, presidente degli autotrasportatori dell'Aias, a "L'Infedele" su La7, ieri sera, rispondeva alla "minaccia" dello Stato: "Precettare che cosa? Noi non svolgiamo un servizio pubblico".

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