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Sciopero treni 13 e 14 ottobre 2012 contro un "CCNL tossico"

Lo sciopero treni del 13 e 14 ottobre 2012 è stato indetto per combattere la "sindrome Marchionne" che sembra stia "iniziando a svilupparsi anche nelle ferrovie italiane", denuncia la USB, che insieme con l'ORSA protesta contro la firma di quello che viene considerato come un "CCNL tossico".

Lo sciopero treni che interesserà maggiormente il trasporto passeggeri e a cui aderisce il personale Trenitalia avrà inizio alle ore 21:00 di sabato 13 ottobre per terminare alle ore 21:00 di domenica 14 ottobre 2012. Lo sciopero treni del 13 e 14 ottobre 2012, comunque, non porterà grossi disagi al 90 per cento dei treni nazionali ed ai Freccia Rossa, Freccia Argento e Freccia Bianca, come comunica Trenitalia , presisando invece che potrebbero subire maggiori ritardi o cacellazioni i treni regionali. La Trenord Lombardia avverte invece che a causa dello sciopero treni ci potrebbero essere ripercussioni solo per i treni S1 (Saronno-Lodi), S2 (Milano Rogoredo-Mariano Comense), S10 (Milano Bovisa-Milano Rogoredo), S13 (Milano Bovisa-Pavia) e servizio aeroportuale Malpensa-Milano Centrale. Ma perché i sindacati di base ORSA e USB hanno indetto uno sciopero treni di 24 ore? Lo sciopero treni è stato proclamato per protestare contro "la sottoscrizione e applicazione del CCNL della Mobilità/Area Contrattuale Attività Ferroviarie" che ha portato, spiega la USB, "un pesante peggioramento della normativa per il Personale Mobile, esubero e mobilità per tutti gli addetti al settore, chiusura di impianti e smantellamento della cargo" ma anche "un aumento dell'orario di lavoro da 36 a 38 ore settimanali, portabili a 46 nei periodi di massima produzione che, con le ore di dormita fuori residenza per il personale di macchina e viaggiante di fatto arrivano anche a 52 ore settimanali a disposizione dell'impresa; la revisione dell'organizzazione del lavoro, l'elevazione di tutti i limiti prestazionali, l'aumento dei turni notturni, la riduzione dei riposi giornalieri e settimanali". La protesta nasce quindi per portare all'attenzione del pubblico "gli effetti devastanti che derivano dal nuovo contratto nazionale, sottoscritto il 20 luglio 2012 da Confindustria, gruppo FS e le Organizzazioni confederali, assieme a Fast e Ugl", continua il sindacato di base USB, che avverte come la "sindrome Marchionne" stia "iniziando a svilupparsi anche nelle ferrovie italiane" dopo la firma di quello che viene considerato un "CCNL tossico". Nel comunicato congiunto che annuncia lo sciopero treni del 13 e 14 ottobre 2012, i sindacati ORSA e USB si soffermano in particolare su alcune norme "fortemente peggiorative" previste con tale CCNL (contratto collettivo nazionale di lavoro) tra cui "l'aumento dell'orario medio settimanale a 38 ore (con punte di 44), l'aumento dell'orario giornaliero a 10 ore (con elevazione a 11), l'aumento di quello notturno a 8 ore (anziché 7), la riduzione delle ore di riposo settimanale che determina un aumento del carico di lavoro corrispondente a 15 giornate lavorative in più all'anno, la diminuzione delle ore di riposo giornaliero tra un turno e l'altro che vengono ridotte a 11-14 ore e - grazie alla riforma Fornero - la prospettiva di arrivare alla pensione, appena a 67 anni di età". Ma non solo, la USB evidenzia che nella bozza siglata si aumenterebbe "l'orario di lavoro, senza alcun aumento salariale se non il pagamento delle ore in più lavorate" sottolineando come questo sia in realtà "il primo contratto in cui i lavoratori danno qualcosa all'Azienda per lavorare" e questo nonostante, conclude il sindacato di base, il "Gruppo FS dichiara orgogliosamente da oltre due anni di essere in attivo".

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