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Sciopero trasporti treni aerei 27 gennaio. A Roma manifestazione ORSA

Sciopero di 24 ore di tutti i trasporti (treni, mezzi pubblici, aerei, trasporto marittimo) indetto il 27 gennaio. Oltre allo sciopero, l'Orsa invita tutti anche alla manifestazione a Roma, sempre il 27 gennaio, contro una "liberalizzazione senza regole".

Se tutti questi scioperi, indetti dalle più diverse categorie (taxi, avvocati, farmacisti, trasporti, medici) fossero stati annunciati sotto un qualsiasi altro governo, questo non avrebbe retto fino al giorno dopo. Ma l'esecutivo di Mario Monti deve arrivare al 2013, come continuano a ripetere più parti politiche, e quindi qualsiasi protesta dei cittadini sembra essere inutile, perché tanto presumibilmente non verrà ascoltata. Da Lucia Annunciata nel suo programma "In mezz'ora", Mario Monti chiarisce infatti definitivamente il suo pensiero, spiegando che "per anni e per decenni si è coltivato e rispettato più l'interesse delle singole categorie che l'interesse generale" e precisando che "un insieme vasto di interessi legittimi di centinaia di categorie dà luogo ad una gabbia, ad un Paese che nella legittimità delle singole categorie perde la visione generale e sprofonda un po' per volta, fa il danno dei propri figli, compresi i figli degli appartenenti a ciascuna delle categorie". Sulle liberalizzazioni, quindi, nessun passo indietro, comprese quelle delle ferrovie, ammettendo che i ministri hanno "resistito all'impulso liberalizzatore immediato" perché si vuole una "concorrenza a beneficio degli utenti e il rispetto delle norme europee". Monti spiega quindi: "Quando ci troviamo in settori in cui l'Italia, o di diritto o di fatto, è più avanzata di altri Paesi nell'apertura e nella liberalizzazione, se ci facciamo prendere da un astratto senso europeistico e liberalizzatore, favoriamo le società ferroviarie straniere che entrano, chiedono licenza e operano sulle linee più ricche. Così le ferrovie italiane su quelle linee ricche perdono margine e che cosa succede per le linee periferiche... - aggiungendo - Abbiamo voluto stabilire un binario di applicazione che passa per un'autorità in grado di stabilire oneri di servizio universale e di chiamare gli stranieri che entreranno a partecipare a questo". L'Orsa ferrovie, però, non sembra essere rimasta convinta da questa spiegazione, confermando lo sciopero nazionale di 24 ore di treni e trasporti. Lo sciopero dei treni partirà quindi dalle 21.00 del 26 gennaio 2012 alle 21.00 del 27 gennaio 2012. Sciopererannoo però anche i lavoratori del trasporto aereo, con rispetto fasce di garanzia e dei voli garantiti, e i lavoratori del trasporto marittimo (per i collegamenti isole maggiori il personale viaggiante da un ora prima delle partenze del 27 gennaio 2012, mentre per i collegamenti isole minori il personale Viaggiante dalle 00.00 del 27 gennaio 2012 alle 24.00 del 27 gennaio 2012). Sciopero di 24 ore anche nel trasporto pubblico (bus, metro, tram), anche se come sempre verranno garantite le fasce protette, localmente definite. L'Orsa inoltre indice a Roma una grande manofestazione per protestare "contro i diktat dell'Unione Europea che impongono la perdita di sovranità del Paese e manovre recessive che si abbatteranno sui lavoratori e sulla popolazione meno abbiente; contro la manovra del governo Monti che oltre a confermare le precedenti, colpisce il sistema pensionistico e la condizione economica dei pensionati, comprime il potere di acquisto dei salari attraverso l'aumento dell'IVA, dell'IRPEF locale, dei ticket sanitari, dell'accise sui carburanti e l'istituzione della tassa IMU che sostanzialmente reintroduce l'ICI sulla prima casa; contro le precedenti manovre del governo Berlusconi che prevedono privatizzazioni selvagge e aggravio delle condizioni di tutti i lavoratori attraverso la mobilità obbligatoria per il pubblico impiego e misure volte a facilitare i licenziamenti; Contro il 'piano Marchionne' che provoca: delocalizzazione, la cancellazione del contratto nazionale e la svolta autoritaria in materia di relazioni industriali; contro il taglio delle risorse destinate al TPL, al Trasporto Regionale e al Trasporto Universale; contro l'accordo del 28 giugno 2011 sottoscritto tra CGIL, CISL e UIL e Confindustria, successivamente ratificato il 21 settembre 2011 scorso che ha aperto la strada al governo Berlusconi che con la sua manovra, con l'art. 8, ha sostanzialmente cancellato i contratti nazionali e ha indebolito le condizioni di stabilità del rapporto di lavoro - e infine - contro una liberalizzazione che favorisce le lobby private e le grandi imprese cancellando il servizio sociale privatizzando gli utili e socializzando le perdite". L'Orsa denuncia infatti una "liberalizzazione senza regole" e in particolare "la cancellazione dell'obbligo di applicare i contratti nazionali di settore determinerà devastanti fenomeni di dumpig sociale, una crisi occupazionale senza precedenti nelle ferrovie ed avrà implicazioni anche sulla sicurezza dell'esercizio ferroviario", sottolineando come "questo Governo punta unicamente allo smembramento del Gruppo F.S. per favorire l'ingresso di privati già oggi interessati a 'fare affari' solo nell'Alta velocità, in controtendenza con il resto dell'Europa continentale impegnata, invece, a rafforzare nel trasporto ferroviario il ruolo delle Imprese nazionali".

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