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Sciopero trasporti 2 ottobre contro mancato rinnovo contratto da 2007

Diverse sigle sindacali hanno indetto uno sciopero trasporto e treni per martedì 2 ottobre, ma perché? Ecco i motivi che hanno portato alla protesta di 24 ore, originata dal mancato rinnovo del CCNL (contratto collettivo nazionale di lavoro) scaduto il 21 dicembre 2007.

La FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTRASPORTI, UGL Trasporti e FAISA-CISAL hanno indetto uno sciopero trasporti (TPL - trasporto pubblico locale) di 24 ore per la giornata di martedì 2 ottobre 2012, che coinvolgerà anche il settore ferroviario. Le modalità dello sciopero trasporti varieranno da città a città ( ecco gli orari di Roma, Milano, Firenze, Napoli, Bologna, Torino, Venezia-Mestre, Genova, Bari, Palermo, Cagliari ) mentre lo sciopero treni inizierà alle ore 21:00 di oggi lunedì 1 ottobre per terminale alle ore 20:59 di martedì 2 ottobre 2012 (qui gli avvisi di Trenord Lombardia e TPER Emilia Romagna). Ma perché queste sigle sindacali, e di conseguenza i lavoratori del comparto del trasporto pubblico, hanno indetto uno sciopero? In un comunicato unitario spiegano che lo sciopero trasporti è stato proclamato per protestare contro il mancato rinnovo del CCNL (contratto collettivo nazionale di lavoro) scaduto orami da ben 5 anni, e cioè il 21 dicembre 2007. I sindacati denunciano che "le Associazioni Datoriali Asstra ed Anav rifiutano il confronto e scaricano le loro responsabilità su Governo ed Enti Locali" mentre "le Istituzioni da parte loro restano inerti e il Governo, nonostante le sollecitazioni delle Organizzazioni Sindacali confederali e di categoria, non riattiva il tavolo di mediazione ministeriale, interrottosi ormai dal mese di ottobre 2011".
Lo sciopero trasporti e treni del 2 ottobre è quindi per ricordare e ribadire che "il Contratto collettivo nazionale di lavoro è un sacrosanto diritto degli autoferrotranvieri ed internavigatori, per la difesa del reddito e, soprattutto, dei diritti e della dignità del lavoro, e rappresenta lo strumento fondamentale per la stabilizzazione del settore, il rilancio del trasporto pubblico collettivo, il consolidamento della prospettiva del nuovo CCNL della Mobilità", con i sindacati che sottolineano come "la crisi economica ha già prodotto pesanti tagli alle risorse destinate alle aziende di trasporto pubblico locale" tanto che alcune aziende "sono fallite, altre sono in liquidazione, molte hanno dovuto ridurre i servizi e le manutenzioni, con meno corse, mezzi vecchi e più sporchi, minore sicurezza e pulizia".
I lavoratori e le Organizzazioni Sindacali sono consapevoli, sottolineano nella nota, che a causa dello sciopero trasporti e treni "i cittadini, oltre ai disagi a cui quotidianamente sono sottoposti, dovranno scontare un ulteriore sacrificio" ma precisano che ciò è dovuto "all'irresponsabile atteggiamento di Asstra e Anav e alla non curanza delle istituzioni" e quindi al fatto che "chi doveva intervenire per evitarlo non lo ha fatto". FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTRASPORTI, UGL Trasporti e FAISA-CISAL evidenziano infatti che "lavoratori e utenti hanno gli stessi interessi e sono uniti dalla necessità di avere nelle nostre città aziende più moderne, più grandi e meglio gestite per un servizio di trasporto pubblico efficiente, efficace ed economico, che serva da volano di crescita per aiutare il Paese ad uscire dalla pesante crisi economica che attraversa".

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