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Sciopero scuola 12 ottobre, anche non statale: i perché della protesta

Confermato lo sciopero scuola di venerdì 12 ottobre indetto da FLC CGIL, insieme alla manifestazione a Roma. Allo sciopero aderiscono non solo i docenti della scuola pubblica, ma anche di quella non statale, insieme al personale della della formazione professionale. Ecco i perché della protesta.

Confermato lo sciopero scuola per venerdì 12 ottobre 2012 indetto da FLC CGIL (Federazioni lavoratori della conoscenza), che protesta contro i tagli ai finanziamenti, le retribuzioni più basse d'Europa, il concorso scuola ritenuto del tutto inutile e dannoso in questo momento, la nuova legge sulle pensioni perché blocca il rinnovamento di personale e l'assenza di investimenti, sia per le nuove tecnologie che per edilizia scolastica. Il sindacato comunica che il 12 ottobre lo sciopero della scuola interesserà non solo quella pubblica ma anche quella non statale e la formazione professionale.

Lo sciopero della scuola pubblica è stato indetto per:
- dire No a una spending review che sottrae alla scuola quasi 200 milioni di euro;
- dire No all'innalzamento dell'orario settimanale del personale docente a titolo gratuito;
- dire No al transito forzato del personale inidoneo e Itp C999 e C555 nei ruoli Ata;
- chiedere il rinnovo de contratto, fermo al 2009, e la restituzione degli scatti;
- la modifica delle legge sulle pensioni che impedisce l'ingresso di giovani docenti e Ata nella scuola.

Lo sciopero della scuola non statale, invece, è per protestare contro:
- le nuove norme introdotte dalla Legge Fornero sulle pensioni, perché iniqua e vessatoria nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici;
- le nuove norme del mercato del lavoro, perché precarizzano ancora di più i rapporti di lavoro, abbassando tutele e diritti;
- le politiche del governo che vuole azzerare il nostro sistema di Welfare;
- la gestione della crisi tutta appiattita al potere finanziario che colpisce soprattutto giovani lavoratori e pensionati;
- la politica scolastica disastrosa e mercatistica che sta affossando l'intero sistema nazionale d'istruzione;
- la privatizzazione dei grandi servizi pubblici.
Ma anche per:
- riaffermare la centralità dei CCNL che rafforzi il ruolo e il valore solidaristico e universale e che consenta un effettivo recupero del potere d'acquisto delle retribuzioni;
- una lotta efficace all'evasione contrattuale e contributiva, al lavoro nero sottopagato e irregolare;
- il pieno riconoscimento dei diritti a cominciare da quelli contrattuali e sul lavoro;
- il sostegno all'occupazione mediante l'universalizzazione del sistema degli ammortizzatori sociali;
- la stabilizzazione e regolarizzazione dei rapporti di lavoro e del lavoro precario, riconducendoli nella sola tipologia del lavoro subordinato e a tempo indeterminato;
- il sostegno ai redditi attraverso interventi immediati che riducano il peso fiscale sui redditi da lavoro e da pensione
- uno stato sociale inclusivo e coesivo;
- il pieno rispetto dei vincoli posti dalla legge di parità in materia di rapporti di lavoro e applicazione dei CCNL di categoria;
- una lotta ai diplomifici e una bonifica definitiva del sistema e una maggiore qualità del servizio.

Ugualmente rilevanti le rivendicazioni dei docenti della formazione professionale, che con lo sciopero del 12 ottobre dicono:
- No a una spending review che sottrae le risorse agli enti locali e alle regioni: i tagli precarizzano i sistemi della Formazione Professionale;
- No ai patti di stabilità che, anche quando le risorse ci sono, bloccano la spesa e strangolano i sistemi regionali della Formazione Professionale.

Ma non solo, al centro dello sciopero scuola del 12 ottobre, infatti, c'è anche il problema del precariato e per questo si chiede "un piano di stabilizzazioni che dia certezze a tutti i precari e ai lavoratori forzatamente 'autonomi' che vengono utilizzati nei sistemi regionali della Formazione Professionale", come si legge sempre nel volantino della FLC CGIL. Per tutti questi motivi, la FLC CGIL invita tutti i docenti, il personale ATA e i dirigenti ad aderire allo sciopero, rilanciando allo stesso tempo le proposte elecante nel dossier "Ricostruire la scuola" presentato un anno fa, dove si sottolineava la "necessaria inversione di tendenza" nel settore della conoscenza.

Allo sciopero scuola di venerdì 12 ottobre, indetto a livello nazionale, si affiancherà una manifestazione a Roma che vedrà sfilare il corteo dei sindacati FLC CGIL e dell'Unione Studenti a partire dalle ore 9:00 da piazza della Repubblica per terminare intorno alle 13:00 a piazza Santi Apostoli, passando da via delle Terme di Diocleziano, via Giovanni Amendola, via Cavour, largo Corrado Ricci, via dei Fori Imperiali, piazza Venezia, via Cesare Battisti, anche se un settore di manifestanti dovrebbe giungere anche da piazza dell'Esquilino.
Per questo motivo, il Comune di Roma informa che potrebbero essere deviate o limitate le linee di bus e tram: H, 5, 14, 16, 30, 40, 44, 46, 53, 60, 60L, 62, 63, 64, 70, 71, 75, 80, 80B, 81, 83, 85, 87, 105, 117, 119, 160, 170, 175, 271, 360, 492, 571, 590, 628, 649, 714, 715, 716, 780, 781, 810, 910 e 916, 110 open e Archeobus.

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