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Sciopero scrutini: Garante evoca precettazione. Ma per normativa è lecito

Il Garante degli scioperi evoca la precettazione se i sindacati convocheranno uno sciopero degli scrutini per protestare contro la riforma della scuola. Ma lo sciopero degli scrutini per la normativa (legge 146/90 - regolamentazione sciopero nei servizi pubblici) è "perfettamente lecito" ricordano i Cobas ed anche la Uil.

"L'annuncio di uno sciopero degli scrutini e lo straordinario successo dello sciopero anti-quiz Invalsi stanno provocando considerevoli sbandamenti nelle file governative" sottolineano i Cobas. Il Garante degli scioperi, Roberto Alesse, in un comunicato, pur precisando che "allo stato attuale non c'è alcuna comunicazione ufficiale di uno sciopero finalizzato a bloccare gli scrutini" afferma infatti che "questo è il tempo della responsabilità". Alesse spiega infatti che "è necessario trovare un punto di convergenza per evitare che le proteste assumano forme eclatanti, con azioni illegittime che danneggerebbero soprattutto gli studenti e le loro famiglie". Il Garante assicura quindi che vigilerà sul "rispetto rigoroso della legge sul diritto di sciopero a tutela degli utenti", avvertendo: "Spero davvero che il ricorso allo strumento della precettazione resti solo un'opzione teorica, perché, in caso di blocco degli scrutini, sarebbe la via obbligata e doverosa per evitare la paralisi dei cicli conclusivi dei percorsi scolastici (esami di terza media, maturità, abilitazioni professionali)".

I Cobas ricordano però "ad Alesse che il suo compito è solo quello di giudicare la congruità degli scioperi convocati con la legge-capestro 146/90" visto che "le precettazioni, eventualmente, spettano ai Prefetti". Piero Bernocchi, portavoce nazionale Cobas, rammenta inoltre che per la normativa "è perfettamente lecito scioperare per due giorni consecutivi durante gli scrutini, a patto di non coinvolgere le classi 'terminali' dei corsi di studio. - aggiungendo - Se poi si dovesse andare oltre i due giorni, la legge 146 prevede sanzioni pecuniarie ma non precettazioni". La Uil scuola ricorda infatti che "l'allegato al contratto scuola (attuazione legge 146/90 - regolamentazione sciopero nei servizi pubblici) chiarisce cosa accade in caso di sciopero in concomitanza con gli scrutini: gli scioperi proclamati e concomitanti con le giornate nelle quali è prevista l'effettuazione degli scrutini finali non devono differirne la conclusione nei soli casi in cui il compimento dell'attività valutativa sia propedeutico allo svolgimento degli esami conclusivi dei cicli di istruzione. Negli altri casi, i predetti scioperi non devono comunque comportare un differimento delle operazioni di scrutinio superiore a 5 giorni rispetto alla scadenza programmata della conclusione".

I Cobas si rivolgono quindi agli altri sindacati affinché siano convocati, unitariamente, "i due giorni di sciopero" degli scrutini "consentiti, i primi dopo la fine delle lezioni, articolati regionalmente". "Poi, sulla base delle decisioni governative e delle volontà di docenti ed Ata, valuteremo se e come proseguire, sfidando eventuali precettazioni grazie ad un sostegno plebiscitario alla lotta" prosegue Bernocchi. I Cobas chiedono agli altri sindacati di discutere delle modalità dello sciopero "con i lavoratori/trici in lotta nelle giornate di mobilitazione unitaria tra il 18 e il 20, in occasione del voto alla Camera" sulla riforma della scuola. Infine, i Cobas chiedono agli altri sindacati di portare avanti delle manifestazioni di piazza nelle giornate di domenica, quindi non lavorative, per il ritiro del Ddl e per la scuola Bene comune.

Finora, gli altri sindacati non hanno risposto all'appello dei Cobas, pur criticando pesantemente il disegno di legge sulla "buona scuola" e l'intervento video di Matteo Renzi che fa il "maestro" davanti ad una lavagna per elencare i punti salienti della riforma della scuola, incappando anche in errori. Saranno stati forse i ripetuti tagli alla scuola, ironizzano molti su Twitter, a far scrivere infatti a Renzi al punto 2 "cultura umanista" e non "umanistica". Per i Cobas, Renzi "davanti ad una lavagna ha dimostrato che vi starebbe meglio dietro, magari con il cappellino da somarello 'd'antan' ", e sfidano il premier ad "un confronto pubblico in una delle tante trasmissioni TV che lo ospitano quotidianamente". La Flc Cgil replica invece punto per punto a Matteo Renzi sottolineando per esempio che il premier "dice basta coi tagli alla scuola e invece sottrae alla scuola circa 450 milioni". Nel corso del video Renzi dice che in merito alla stabilizzazione dei precari non "può accontentare tutti". "Ma qui non si tratta di favori, si tratta di rispettare i diritti di chi ogni giorno garantisce il funzionamento della scuola pubblica in condizioni difficili, di chi a vario titolo ha maturato il diritto a stabilizzazione. Di rispondere a una sentenza della Corte di giustizia europea che ha condannato l'Italia per un uso smisurato e non giustificato dei contratti a tempo determinato. - replica la Flc Cgil - Prima bisogna stabilizzare tutti gli aventi diritto e poi partire con concorsi a scadenza regolare". Il sindacato sottolinea quindi che Renzi inoltre "nulla dice sull'assurda norma secondo la quale dopo 3 anni di lavoro nella scuola si è fuori. - aggiungendo - Un modo davvero infame di aggirare la sentenza della Corte europea".

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