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Sciopero farmacie 1 febbraio, MNLF: Federfarma ricatta il Governo

Federfarma ipotizza uno sciopero delle farmacie per il 1 febbraio se "il Parlamento non modidificherà il testo del decreto sulle liberalizzazioni". Ma Movimento Nazionale Liberi Farmacisti afferma che lo sciopero delle farmacie è "un ricatto al Paese e al Governo".

La Federfarma annuncia "uno sciopero delle farmacie il primo febbraio se il Parlamento non modidificherà il testo del decreto sulle liberalizzazioni", come spiega in una nota il loro presidente , Anna Rosa Racca. Federfarma è infatti contraria all'idea che con questo "decreto si potranno aprire alla fine 7mila farmacie, con il conseguente impoverimento di tutto il servizio a danno dei cittadini", pur dicendosi d'accordo sulla possibilità di ampliare il mercato di un 10% sul totale delle farmacie esistenti. Il Presidente del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti, Vincenzo Devito, però, sottolinea come lo sciopero delle farmacie ipotizzato da Federfarma per il 1 febbraio è in realtà "un ricatto al Paese e al Governo confermato dal fatto che la data dello sciopero è spostata nel tempo, al fine di porre sotto scacco le istituzioni e modificare a proprio piacimento il decreto appena varato dal Governo". "Non vogliono rinunciare a nulla, desiderano mantenere tutti i privilegi" continua Vincenzo Devito del MNLF, aggiungendo che l'unico interesse di Federfarma sarebbe quello di "salvaguardare il monopolio a tutti i costi", visto che "con la scusa della tutela della salute pubblica non vogliono un mercato con maggiore concorrenza". "Tutela della salute pubblica - spiega sempre il MBLF - che è continuamente 'riposta nel cassetto' quando il farmaco, anche pericoloso, viene consegnato dalle farmacie senza la dovuta ricetta medica".
Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti denuncia quindi il fatto che il governo "ha voluto abbassare bandiera bianca davanti alla richiesta di liberalizzazione dei farmaci di fascia C e adesso si trova con una casta che non accetta nemmeno un aumento delle farmacie", specificando inoltre che il numero di aperture di queste nuove farmacie è "assai inferiore a quello che la stessa Federfarma dichiara, in quanto in quel numero vengono ricomprese anche le sedi vacanti da anni e che nessuno apre perché in Comuni con un numero esiguo di abitanti".
"A Federfarma non interessa nulla degli interessi del cittadino o del valore sociale del farmaco - insiste Vincenzo Devito del MNLF - a Federfarma interessa difendere solo i propri fatturati. Il sistema non collasserà, così come non sarebbe collassato se fosse stata liberalizzata la fascia C (perdita per le farmacie di 380 euro/mese), ciò che è collassata da tempo è la credibilità presso l'opinione pubblica di una casta di privilegiati".

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