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Sciopero bisarche, ancora nessun negoziato: "danni incalcolabili"

Lo sciopero delle bisarche continua creando "danni ormai incalcolabili sul comparto auto" come denuncia l'UNRAE, che chiede l'apertura di un negoziato da parte del governo, che finora, però, non sembra intenzionato ad ascoltare nessuna delle due parti.

Prosegue ad oltranza lo sciopero delle bisarche iniziato da più di un mese e che sta creando non pochi disagi alle case automobilistiche in Italia e ai concessionari. La Fiat, dopo aver reso noto che dall'inizio dell'agitazione ha già subito perdite di produzione quantificabili in 20mila unità vendute in meno, annuncia la chiusura di alcuni stabilimenti.
"Lo stabilimento di Cassino sarà chiuso nei giorni 27, 28 e 29 marzo - avvisa il Lingotto - mentre il Giambattista Vico di Pomigliano d'Arco, dove viene prodotta la nuova Panda in fase di lancio in Europa, si fermerà nei giorni 26 e 27 marzo". La Fiat sottolinea inoltre che "il proseguimento dello sciopero delle bisarche, al quale aderisce una minoranza di associazioni di categoria, sta fortemente danneggiando le attività del settore automotive italiano", tanto che a lamentarsi sono anche molte case automobilistiche straniere, con consegne che registrano persino un segno meno del 30-35%. L'UNRAE (Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri) il 16 marzo ha avuto un incontro, insieme con Fiat, con il Sottosegretario Guido Improta presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti durante il quale sono "state manifestate al Rappresentante del Governo le difficoltà e i danni economici che lo sciopero delle bisarche sta creando al sistema distributivo, alle Case automobilistiche, ai Concessionari ed ai clienti in attesa delle proprie vetture", come si legge in un comunicato.
Nell'esprimere "preoccupazioni verso gli episodi di danneggiamenti e di limitazione delle libertà personali messi in atto in questi giorni", UNRAE e Fiat chiedevano quindi "un rapido intervento del Governo perché sia ristabilita la regolarità della distribuzione dell'auto attraverso l'immediata sospensione del fermo".
Romano Valente, Direttore Generale UNRAE, assicurava che l'incontro era stato "proficuo" perché si era "riusciti a portare il punto di vista condiviso della totalità del mercato dell'auto in Italia", auspicando che la vicenda si sarebbe quindi risolta in tempi rapidi. Ad una decina di giorni di distanza, però, Jacques Bousquet, Presidente e Direttore Generale di Renault Italia nonché presidente dell'UNRAE, si diceva sorpreso "che il Governo non apra negoziazioni al riguardo, malgrado l'intervento congiunto Unrae/Fiat presso il ministero dei Trasporti".
Il 26 marzo, infine, un comunicato dell'associazione degli importatori esteri dice "basta" allo sciopero delle bisarche, rendendo noto che "l'incontro di venerdì 23 tra bisarchisti e logistici non ha avuto seguito".
"Gli organizzatori dello sciopero richiedono l'intervento del Governo e dell'Antitrust, della quale contestano la posizione" spiega quindi l'UNRAE, sottolineando però che intanto "continua il fermo delle bisarche, con danni ormai incalcolabili sul comparto auto, che si sommano alla crisi del mercato, alle esigenze finanziarie di chiusura degli esercizi fiscali per molte Case estere e, comunque, del trimestre per Costruttori e Concessionari".
Per questo motivo l'UNRAE conclude che "pur nel rispetto del diritto di manifestare, si associa a tutte le altre forme di pressione analoghe verso il Governo perché intervenga, subito, per la sospensione del fermo, il ripristino della legalità e delle attività distributive".

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