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Sciopero benzinai: ma è benzina che non c'è più. Blocco Tir fino al 27

Lo sciopero dei benzinai è stato confermato, e a seconda delle modifiche in Parlamento al decreto liberalizzazioni la Faib Confesercenti e Fegica Cisl sono pronte ad indire 10 giorni di sciopero. Ma prima ancora, a gettare nel panico gli automobilisti è il blocco dei Tir. Code alle pompe di benzina, che sta già per finire un po' ovunque.

Le date e le modalità dello sciopero benzinai devono ancora essere comunicate, anche se la La Faib Confesercenti annuncia che lo sciopero di 10 giorni è stato confermato "perché il Parlamento apra il settore alla concorrenza per prezzi dei carburanti più giusti". Le ultime notizie in merito allo sciopero dei benzinai si leggono in un comunicato congiunto di Faib Confesercenti e Fegica Cisl, dove si spiega che si deciderà "di articolare la calendarizzazione della chiusura degli impianti anche in funzione delle modifiche che il Parlamento intenderà apportare durante l'iter di conversione in legge del decreto ancora non pubblicato". Ma a gettare nel frattempo nel caos gli automobilisti è il blocco dei Tir, e cioè la protesta degli autotrasportatori che dalla Sicilia si è estesa in tutta Italia, creando disagi alla circolazione ma soprattutto al trasporto delle merci. Il blocco dei Tir, per esempio, ha già causato l'interruzione della produzione negli stabilimenti della Fiat, ma a preoccupare maggiormente gli italiani è la possibilità che nei prossimi giorni nei supermercati, così come alle pompe di benzina, non si trovi più niente. "Se la protesta dei tir non si interromperà - si legge in una nota della Confcommercio - è serio il rischio che l'interruzione di forniture importanti per le imprese e la mancata distribuzione di prodotti di largo e generale consumo alimentare possa impedire alle famiglie di poter fare la spesa regolarmente già dalle prossime ore". Lo sciopero degli autotrasportatori, che secondo le intenzioni dovrebbe durare fino a venerdì 27 gennaio, getta nel panico in particolare gli automobilisti, e molti fin da ieri hanno sopportato file anche di ore pur di assicurarsi un pieno di benzina. Se il blocco dei Tir, infatti, non cesserà, sarà difficile per i gestori delle pompe di benzina rifornirsi di carburante, e già diversi, un po' in tutte le regioni d'Italia, espongono un emblematico cartello di "fine scorte". Attenzione naturalmente ai "furbetti", che fanno lievitare il prezzo di gasolio e benzina anche di un 10%, come è successo in un distributore di Avellino, prontamente sequestato dalla Guardia di Finanza. TrasportoUnito Fiap è molto chiaro, se il governo accoglierà le loro richieste (http://is.gd/rl7Qe1) lo sciopero dei Tir verrà sospeso, ma a quanto pare finora l'esecutivo dei tecnici sembra prediligere la linea dura, e cerca di rassicurare l'Europa (preoccupata per la libera circolazione delle loro merci) anziché gli autotrasportatori. Da Bruxelles Mario Monti sembra infatti che si sia limitato a dire che "le proteste vanno esaminate caso per caso" e che "il rispetto della legalità è qualcosa che si può e si deve esigere. Certi diritti, come quello di sciopero, sono garantiti costituzionalmente, e la stessa Unione Europea si interessa di come assicurare il libero movimento delle merci, pur nel rispetto di questi diritti. Vogliamo riformare l'Italia nella comprensione delle categorie, ma facendo rispettare le leggi".

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