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Sciopero benzinai, la protesta è partita. Solo Monti può sospenderla

Lo sciopero dei benzinai dal 3 al 5 agosto è confermato. Il Garante si offre ad ascoltare le parti, ma i gestori chiedono un incontro con il governo Monti affinché l'esecutivi avvii "la procedura per la risoluzione delle vertenze collettive, prevista dalla legge".

Le Organizzazioni di categoria dei Gestori, Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio, confermano lo sciopero dei benzinai, che vedrà tutti i distributori italiani chiusi, anche i self service, dal 3 al 5 agosto prossimo.
Il Garante per gli scioperi, dopo aver ricordato che "i benzinai non possono scioperare il 3 agosto in quanto tale data rientra nel periodo di franchigia", offre la propria disponibilità "ad audire le parti" per cercare di trovare delle "soluzioni tese a raffreddare il conflitto in un settore particolarmente delicato come quello della distribuzione dei carburanti".
Oltre alle Organizzazioni di categoria dei Gestori, davanti al Garante per gli scioperi dovrebbero presentarsi i rappresentanti di "quell'industria petrolifera" che "spinge al fallimento i gestori e scarica sul Paese il costo sociale di altri 120.000 disoccupati", come denunciavano i gestori nella nota dove si proclama l'agitazione .
Agitazione formalmente partita già da oggi 18 luglio, "con una capillare diffusione di un comunicato ai cittadini automobilisti, distribuito su tutti gli impianti, in cui vengono ribadite e confermate le motivazioni dello sciopero" dal 3 al 5 agosto prossimo.
Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio confermano infatti il calendario di agitazioni e proteste, in attesa appunto di poter avere il consueto confronto con la Commissione di Garanzia. Ma non solo.
I sindacati dei Gestori lasciano intere che l'unico in grado di poter evitare lo sciopero, e quindi l'inevitabile disagio ai cittadini, soprattutto di quelli che tra il 3 ed il 5 agosto si apprestano a partire per le vacanze, è il governo Monti.
In una nota congiunta, infatti, "le Associazioni dei gestori ribadiscono che la programmata chiusura dei distributori è prevista in assenza di tempestivi interventi governativi". I Gestori attendono quindi una convocazione da parte del governo Monti, a seguito della quale dovrebbe essere avviata, è l'auspicio delle Organizzazioni di categorie, "la procedura per la risoluzione delle vertenze collettive, prevista dalla legge".
Finora però tutto tacerebbe nel governo.
Nella nota congiunta, inoltre, viene sottolineato come lo sciopero dei benzinai dal 3 al 5 agosto è stato indetto in particolare a causa del perdurare "rifiuto delle compagnie petrolifere di rinnovare gli accordi economici scaduti mediamente da oltre due anni. Una situazione, questa - si legge - che accanto ai continui aumenti di prezzo delle medesime compagnie, cui fanno seguito iniziative di sconto a singhiozzo solo nel week end e solo alle macchinette self sta mettendo in serie difficoltà decine di migliaia di gestori e a rischio la tenuta occupazionale del settore".
Le Federazioni dei gestori, quindi, denunciano all'opinione pubblica "l'insostenibile pratica delle compagnie petrolifere che scaricano sui gestori i costi delle campagne di sconti, con una contribuzione che decurta fino al 70% il margine dei gestori (ogni 55 litri, pari più o meno a 100 euro, al gestore rimane 1 euro di margine lordo): una situazione insostenibile e inaccettabile per l'iniquità messa in atto dai petrolieri".
Se quindi non interverrà il governo Monti, la protesta dei benzinai proseguirà con le seguenti iniziative:
- da lunedì 23 luglio, sospensione degli accordi collettivi per la parte riguardante il prezzo massimo di rivendita sui carburanti;
- da lunedì 30 luglio a domenica 5 agosto, sospensione dei pagamenti del rifornimento carburanti attraverso carte di credito, pago bancomat e carte bancarie;
- da venerdì 3 a domenica 5 agosto, sciopero benzinai, con chiusura di tutti gli impianti di rifornimento carburanti, self service compresi, sia su rete ordinaria che autostradale.

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