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Sciopero benzinai? No, blocco Tir! A rischio rifornimenti benzina

Migliaia di automobilisti in fila ai distributori per cercare di fare un pieno di benzina o gasolio prima che le pompe rimangano a secco. L'ansia degli italiani non deriva da una sciopero dei benzinai ma bensì dal blocco Tir, che sta paralizzando la Penisola da Nord a Sud.

"Non ce n'è più, non ci muoviamo di qua finché non abbiamo risposte concrete" afferma deciso Antonio Mollica, leader piemontese di TrasportoUnito e membro della segreteria nazionale dell'organizzazione autonoma delle e per le imprese di autotrasporto, promotore dello sciopero che sta bloccanto l'intera Penisola. Se il Movimento dei Forconi è stato da molti media ignorato e dai più sottovalutato, le conseguenze di una mobilitazione che si sta espandendo a macchia d'olio in tutta Italia diventano di ora in ora invece più evidenti, e ignorare la protesta non è più possibile. I primi a preoccuparsi sono infatti i cittadini, che hanno immediatamente intuito come il blocco degli autotrasportatori renderà sempre più critica non solo la circolazione ma soprattutto la possibilità di rifornimenti, di beni alimentari come della benzina. Gli autotrasportatori di TrasportoUnito avvertono che se il governo Monti non ascolterà seriamente le loro richieste (vedi volantino http://is.gd/ZSWyLG), essenziali per la sopravvivenza stessa della categoria, come spiega Antonio Mollica, il blocco dei Tir non solo continuerà fino al 27 gennaio, come già stabilito, ma probabilmente le giornate di mobilitazione si protrarranno in tempi e modi via via da definirsi. Se ciò dovesse accadere, in tanti si renderanno quindi conto di cosa vuol dire rimanere "bloccati" in una città, che senza autotrasportatori ben presto non offrirà più alcun servizio. I supermercati si svuoteranno e le pompe di benzina rimarranno a secco, solo per fare gli esempi più eclatanti. Dopo solo un giorno di blocchi autostradali, per esempio, la Fiat ha già annunciato di dover interrompere, dal 24 gennaio, la produzione negli stabilimenti di Cassino, Pomigliano, Mirafiori e Sevel Val di Sangro. Antonio Catricalà minaccia la precettazione, ma il presidente degli autotrasportatori dell'Aias, Giuseppe Richichi, ricorda al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio che gli autotrasportatori non svolgono un servizio pubblico. Anche se da ieri tutti gli italiani si stanno rendendo conto dell'importanza del loro lavoro. E mentre sugli scaffali della Conad i prodotti cominciano già a scarseggiare, in quasi tutte le città vi è stato un vero e proprio assalto ai distributori e alle pompe di benzina, molte delle quali sono rimaste a secco nel giro di poche ore, e dopo file interminabili di automobilisti speranzosi di fare un pieno. Una anticipazione di quello che potrebbe ripersi poi nei prossimi giorni, quando saranno stabilite le date dello sciopero dei benzinai, anche loro sul piede di guerra a causa di un decreto liberalizzazioni che serve solo a "gettare fumo negli occhi dell'opinione pubblica 'liberando' solo chi è già libero, cioè i proprietari gli impianti", come denuncia Faib Confesercenti.

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