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Sciopero benzinai 2013, Faib: evitare l'aumento delle accise

"I gestori sono al collasso, soffrono soprattutto le stazioni di rifornimento autostradali" che infatti annunciano uno sciopero benzinai dal 16 al 19 luglio 2013. Per questo, Faib Confesercenti chiede al governo di "evitare l'aumento delle accise previsto dal Dl Fare".

"Dobbiamo evitare l'aumento delle accise previsto dal Dl Fare" avverte Martino Landi, presidente di Faib, l'associazione di gestori di Confesercenti, due giorni prima dell'annuncio dello sciopero benzinai 2013, che si attuerà lungo tutte le tratte autostradali italiane, tangenziali e raccordi compresi dalle ore 22:00 del 16 luglio alle ore 6:00 del 19 luglio. Faib infatti sottolinea che "il peso della componente fiscale è sempre più vicino alla soglia del 60% del prezzo finale di un litro di benzina. Un costo altissimo, ben al di là della media europea, che soffoca i consumi sulla rete e si ripercuote su tutte le attività economiche". Martino Landi evidenzia infatti che "secondo le analisi la componente fiscale già costituiva il 59,1% del prezzo al consumo di un litro di benzina, un dato sensibilmente più alto rispetto alla media euro, che a novembre 2012 risulta attestata sul 55,6%" denunciando il fatto che, nonostante tali dati, "si continua a voler fare cassa sui carburanti".

Faib avverte quindi: "Bisogna cambiare metodo, le imposte su benzina e gasolio non possono essere il piano B di ogni manovra. I gestori sono al collasso, soffrono soprattutto le stazioni di rifornimento autostradali", che infatti alla fine hanno deciso di proclamare lo sciopero benzinai dal 16 al 19 luglio 2013. Se si osservano i dati, si capisce come il 2013, per quanto riguarda i consumi di carburante, sia iniziato malissimo visto che si registra un -5,1% da gennaio ad aprile (4 mesi) mentre nel 2012 il calo nel settore carburanti è stato nel totale del del 10,6%. Inoltre, la Faib fa notare come "in soli tre anni, soprattutto a causa degli aumenti di accise ed IVA, il prezzo al consumo di benzina ha compiuto un balzo di oltre il 40%, e si registrano percentuali superiori per il gasolio". Proprio per questo, l'associazione di categoria accoglie con favore il rinvio dell'aumento al 22% dell'aliquota IVA, soprattutto perché la spesa delle famiglie per il capitolo trasporti è già diminuita notevolmente, facendo registrare un -7,9% nel 2012 rispetto al periodo precedente.

"Il settore non può essere considerato solo un bancomat per coprire la mancanza di risorse" avverte quindi Landi, aggiungendo: "Più che di queste attenzioni fiscali - conclude il Presidente Faib - avremmo bisogno tornare ad affrontare le questioni legate alla Rete ed ai prezzi, come da tempo fa la Faib con le sue proposte che tengono insieme la riduzione degli impianti che dai quasi 24 mila esistenti dovranno scendere ai livelli europei (14-15mila), ma con un essenziale sostegno di ammortizzatori sociali e con una politica lungimirante che agevoli il rinnovamento della figura del gestore e la organizzazione degli impianti".

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