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Sciopero benzinai: 15 giorni di stop.A rischio 140.000 posti di lavoro

I benzinai entreranno in sciopero per 15 giorni, nei prossimi 3 mesi, a causa del fatto che il Governo finora non ha preso "alcuna iniziativa per dare un coerente seguito agli impegni assunti", come si legge in una lettera inviata a Silvio Berlusconi.

Anche i benzinai annunciano un "autunno caldo", e con una lettera inviata al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi proclamano "lo stato di agitazione della Categoria e 15 giorni di chiusura dei punti vendita, sia sulla viabilità ordinaria che su quella autostradale, da tenersi entro i prossimi tre mesi, secondo un calendario in via di formazione". Il Coordinamento Nazionale Unitario dei Gestori di Faib Confesercenti e Fegica Cisl sottolinea infatti che è costretto "a prendere atto di come il Governo abbia ritenuto di non assumere alcuna iniziativa per dare un coerente seguito agli impegni assunti formalmente e ripetutamente con la Categoria". In particolare, si legge nella lettera inviata al Capo del governo, "si fa riferimento al provvedimento di deduzione forfetaria del reddito d'impresa a favore dei gestori degli impianti di rifornimento carburanti" che "non solo non è stato confermato in via strutturale, ma è stato incomprensibilmente escluso a partire dall'anno finanziario 2012". I benzinai lamentano inoltre il mancato "processo di liberalizzazione che la Categoria ed i consumatori attendono ormai invano da numerosi anni per aprire alla concorrenza ed abbattere i prezzi dei carburanti". La Faib Confesercenti e la Fegica Cisl ricordano infatti che "invece di adottare il progetto di legge di riforma 'Libera la benzina!' (depositato in Parlamento da oltre 100 tra Senatori e Deputati di tutti i gruppi parlamentari, promosso da Cisl, Confesercenti, associazioni dei consumatori, associazioni degli autotrasportatori, dei tassisti e di altri operatori della mobilità, sottoscritto da oltre 600.000 cittadini), il Governo ha ritenuto di dover emanare un Decreto, poi convertito in Legge (l.111/11)" che "ha sortito il solo effetto di difendere e favorire gli interessi di petrolieri e retisti privati, mentre i prezzi dei carburanti ed il numero dei punti vendita continuano a lievitare". Nella lettera si pone quindi l'accento sul fatto che inerzia governativa "mette una intera Categoria di lavoratori, decine di migliaia di piccole imprese di gestione ed i 140.000 posti di lavoro relativi, in una situazione drammatica e senza ritorno". La Categoria dei benzinai comunica quindi che "ove il Governo decidesse di non adottare almeno uno dei due provvedimenti sopra richiamati, dando finalmente adeguato seguito agli impegni precedentemente assunti" gli "impianti di rifornimento carburanti della rete italiana si asterranno dalla propria attività i giorni 8, 9 e 10 novembre prossimi, realizzando in questo modo i primi tre giorni di chiusura dei 15 annunciati".

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