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Sciopero benzinai 10 giorni confermato: solo Parlamento potrà evitarlo

Lo sciopero benzinai di 10 giorni è stato confermato, perché nel decreto liberalizzazioni le "buone intenzioni del governo si sono malamente infrante di fronte alla potente lobby dei petrolieri". Per le date e le modalità di svolgimento dello sciopero benzinai bisognerà attendere l'iter parlamentare.

Mentre il blocco Tir sta mettendo a dura prova i rifornimenti di carburante, con impianti rimasti già a secco nelle ultime ore di benzina e gasolio dopo che file di automobilisti si sono messi in coda per assicurarsi un pieno, arriva la notizia che lo sciopero dei benzinai di 10 giorni è stato confermato. A renderlo noto il Coordinamento Nazionale Unitario dei gestori di Faib Confesercenti e di Fegica Cisl, che denunciano "la mancata liberalizzazione della distribuzione carburanti da parte del Governo". Nel decreto liberalizzazioni, appena firmato da Giorgio Napolitano, le "buone intenzioni" dell'esecutivo, come sottolineano Faib Confesercenti e Fegica Cisl, "si sono malamente infrante di fronte alla potente lobby dei petrolieri a cui, nei fatti, viene persino concesso di regolare i conti con una intera categoria di lavoratori che ha 'osato' mettere in pericolo privilegi e rendite di posizione". Il tutto, naturalmente, potrebbe pensare ironicamente qualcuno, in nome dell'equità. Il decreto liberalizzazioni infatti, secondo Faib e Fegica, "non solo non liberalizza il settore dei carburanti e ne conferma i vincoli che ingessano forniture e prezzi, ma 'autorizza' le compagnie petrolifere a saltare la mediazione della contrattazione collettiva nella fissazione del margine dei gestori e a cacciarli dai loro impianti per sostituirli con le macchinette self service, aperte per 24 ore al giorno" (http://is.gd/n7Ksxk). La Faib inoltre rivela che "nascosta nelle pieghe del decreto c'è anche la cancellazione della norma che imponeva alle banche, dal 1 gennaio di quest'anno, di eliminare costi e commissioni per gestori ed automobilisti, sui pagamenti dei rifornimenti di carburante con bancomat e carte di credito". I benzinai, si precisa nella nota, attenderanno però il passaggio del decreto liberalizzazioni in Parlamento per cercare di attuare "la propria protesta con ragionevolezza". La conferma dello sciopero dei benzinai di 10 giorni èeve infatti essere vista come un modo per "sostenere il Parlamento a varare una vera riforma per liberare il settore dal controllo assoluto dei monopolisti petroliferi e consentire prezzi dei carburanti più bassi su tutta la rete distributiva". Insomma, un avvertimento di quello che potrà accadere se il decreto liberalizzazioni non verrà modificato nel corso dell'iter parlamentare.
La Faib e la Fegica, così come la categoria di benzinai che loro rappresentano, sperano infatti che "prima della conversione in legge del provvedimento, possano essere recepite le giuste modifiche". Per questo motivo, Faib e Fegica, confermando lo sciopero benzinai, "decidono di articolare la calendarizzazione della chiusura degli impianti anche in funzione delle modifiche che il Parlamento intenderà apportare durante l'iter di conversione in legge del decreto ancora non pubblicato".

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