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Sciopero avvocati: oggi corteo a Roma. Riforma giustizia su problemi reali

Si concludono oggi le tre giornate di sciopero degli avvocati, con un corteo a Roma. L'Organismo Unitario Avvocatura e l'Associazione italiana giovani avvocati chiedono al ministro della Giustizia del governo a guida Matteo Renzi una riforma della giustizia urgente ma che risponda ai problemi reali. Gli avvocati si dicono infatti pronti a a sedersi al tavolo delle riforme.

Si concludono oggi le tre giornate di sciopero degli avvocati dalle udienze, proclamate dall'Organismo Unitario Avvocatura (OUA). "Protestiamo forti di un pacchetto di proposte per la tutela dei diritti dei cittadini, per il rispetto della Costituzione e affinché si renda efficiente e moderna una giurisdizione in perenne emergenza. Ma ci asteniamo anche per la salute stessa della nostra malandata democrazia parlamentare, vittima dell'abuso di decreti leggi e di un mediocre e insufficiente dialogo con la società" spiega Nicola Marino, presidente OUA. "Le riforme sono necessarie, urgenti ma devono rispondere a problemi reali, partendo, appunto, dal confronto con chi opera in prima linea nei tribunali, Avvocatura in testa. Finiamola, invece, con i provvedimenti parziali partoriti dai dirigenti di qualche ministero" prosegue il presidente dell'Organismo Unitario Avvocatura. La protesta è culminata oggi con due manifestazioni a Roma. La prima alle ore 11:00 con un gazebo informativo di fronte a Montecitorio, mentre la seconda è iniziata da Piazza della Repubblica alle ore 13:00 con un corteo aperto dallo striscione "In difesa della democrazia", che temina con comizio finale a Piazza Santi Apostoli. Intanto, l'Organismo Unitario dell'Avvocatura conferma i dati positivi di adesione all'astensione dalle udienze in quasi tutti i tribunali: circa il 90%. La protesta degli avvocati di oggi a Roma, invece, è inizata con una catena umana simbolica davanti alla Cassazione, con Nicoletta Giorgi, presidente dell'Aiga (Associazione italiana giovani avvocati) che spiega: "Il ministro uscente della giustizia Anna Maria Cancellieri nonostante le numerose riforme promulgate ha dovuto prendere atto che il contenzioso pendente e l'arretrato non è diminuito. - e sottolinea - Lo Stato cerca quindi di ridurre i numeri in entrata con una serie di strumenti che poco apportano al miglioramento del sistema giustizia, come l'aumento di costi per le spese di iscrizione a ruolo delle cause, la previsione di un ulteriore pagamento per avere la motivazione della sentenza, la previsione di una responsabilità solidale del legale per le cause che venissero qualificate come temerarie". Pensando al ministro della Giustizia del governo a guida Matteo Renzi, gli avvocati auspicano che comprenda "l'importanza del dialogo e del confronto con l'Avvocatura e gli operatori della giustizia per intervenire tempestivamente ed efficacemente", e si dicono pronti "a sedersi al tavolo delle riforme".

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