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Sciopero aerei 19 aprile 2013 Alitalia, Blue Panorama, Meridianafly

Confermato lo sciopero aerei di venerdì 19 aprile 2013 di 4 ore, a livello nazionale, degli assistenti di volo Alitalia, Air Italy e Blue Panorama e manifestazione di tutti i lavoratori di Malpensa e Linate e Fiumicino. Lo sciopero aerei è indetto tra le altre cose, per la mancanza del rinnovo del contratto, scaduto dal 31 dicembre 2011.

Confermato lo sciopero aerei di venerdì 19 aprile 2013, a livello nazionale, di 4 ore. Lo sciopero aerei è stato proclamato da da CUB per i lavoratori comparto aereo, aeroportuale ed indotto degli aeroporti, con manifestazione a Malpensa, Linate e Fiumicino con i lavoratori di Sea Handling a cui aderiscono anche FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTRASPORTI, UGL e USB, da ANPAV per gli assistenti di volo Blue Panorama, da USB per il personale di terra Alitalia Cai, da AVIA e ANPC per gli assistenti di volo Air Italy (Meridianafly). Lo sciopero aerei del 19 aprile 2013 inizierà alle ore 12:00 per terminare alle ore 16:00. In particolare, in una nota l'USB denuncia il comportamento di Alitalia, la quale, "in aperta violazione delle normative relative al contingente minimo di personale in servizio durante gli scioperi, ha proceduto a comandare una percentuale abnorme di lavoratori, molti dei quali si trovano per la seconda o terza volta consecutiva nella lista di coloro ai quali viene impedito di scioperare". Inoltre, sottolinea l'USB, lo sciopero aerei è stato indetto per "protestare contro il mancato rinnovo del contratto, scaduto dal 31 dicembre 2011" ma anche "per gli insufficienti livelli di sicurezza sulla tutela del personale nei settori di terra, contro la cessione e l'appalto di attività a terzi in presenza di applicazione di cassa integrazione e mobilità: contro la sistematica demolizione delle normative, dei diritti e dell'occupazione e contro gli accordi applicati in modo unilaterale e per sconfiggere la mancanza di democrazia nei posti di lavoro". Il sindacato CUB Trasporti, invece, spiega che "lo sciopero generale è indetto contro la precarizzazione del lavoro, i tagli ai salari, il peggioramento normativo, le privatizzazioni, la polverizzazione delle aziende, le cessioni e le dismissioni delle attività, il mancato rispetto delle clausole di salvaguardia sociale da parte delle aziende e contro i licenziamenti nonché contro il mancato rinnovo dei contratti di numerose categorie del comparto" chiarendo come sia "inaccettabile che il rinnovo del contratto sia diventato una chimera per i lavoratori ed una opportunità per le aziende".

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