le notizie che fanno testo, dal 2010

Sciopero Vigili del Fuoco 15 giugno 2017: ecco perché. Poi in piazza a Roma

L'USB conferma lo sciopero dei Vigili del Fuoco in programma il 15 giugno 2017. Ecco le motivazioni della protesta. Dopo lo sciopero, i Vigili del Fuoco scenderanno in piazza a Roma il 30 giugno.

Si avvicina la data del 15 giugno 2017, giorno in cui i Vigili del Fuoco hanno proclamato uno sciopero a livello nazionale per protestare contro il mancato rinnovo del contratto, fermo dal 2009. Dopo lo sciopero, i Vigili del Fuoco scenderanno in piazza a Roma, dove il 30 giugno è stata organizzata una manifestazione nazionale.
"Vogliamo recuperare economicamente i contratti che mancano dal 2009. Vogliamo l'assunzione dei precari del corpo nazionale (i discontinui per intenderci) per risolvere definitivamente il problema delle dotazioni organiche, origine di molti mali del corpo nazionale, e rientrare nei parametri europei di 1 vigile del fuoco ogni 1000 abitanti e consentire una pensione dignitosa a VF ultra cinquantenni (basta art. 19 della 183/2010 che ci ha tolto i 53 anni per andare in pensione e ci traghetta ai 62 anni)" spiega il Coordinamento Nazionale USB Vigili del Fuoco, riportando le motivazini dei lavoratori che hanno proclamato lo sciopero.

"Chiediamo - si prosegue - il rispetto della normativa contrattuale e l'abrogazione di tutte quelle circolari che in nome della produttività ci sovraccaricano di lavoro. Vogliamo che i soldi dell'ONA vengano gestiti direttamente dal corpo nazionale e che vengano utilizzati per tutti i lavoratori che in infortunio o malattia si trovano a dover sopperire di tasca alle spese mediche e di ticket (basta con le assicurazioni 'fantasma'). - e ancora - Non si può accettare una riforma delle carriere che, oltre che contraria alla norma che stanzia i famosi 103 milioni per il solo anno 2018, offende la dignità di chi ogni giorno realmente fa muovere la macchina del soccorso regalando tutti i soldi ai direttivi".

Il Coordinamento chiarisce quindi: "L'amministrazione e i sindacati firmaioli dovrebbero 'vergognarsi' di continuare a fare accordi sottobanco sulle spalle di chi lavora con professionalità e responsabilità. Più volte come Organizzazione Sindacale abbiamo denunciato lo 'schifo' e l'irresponsabilità di come è stata trattata la questione riguardante il riordino delle carriere. USB è l'unica realtà che può contrastare il riordino sia perché non lo ha firmato, sia perché è rappresentativa in quegli anni in cui si affermava l'origine di tutti i nostri mali, cioè: la Legge 252. - conclude il sindacato - Oggi non è più il tempo dove possiamo nasconderci dietro a gruppi di lavoratori... esasperati... incaz... frustrati... adesso è tempo di decidere da che parte stare e di individuare chi veramente è sempre stato dalla parte dei lavoratori in quanto lavoratore. Noi vogliamo contratti (aumento della voce stipendio), rispetto dell'orario di lavoro, diritto alla mensa, diritto al tempo libero, Inail, riconoscimento della categoria atipica particolarmente ed altamente usurante, una vera riforma pensionistica, il rispetto del dlg 81/08, basta riordino, vogliamo la 14^mensilità".

© riproduzione riservata | online: | update: 12/06/2017

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE:

social foto
Sciopero Vigili del Fuoco 15 giugno 2017: ecco perché. Poi in piazza a Roma
Mainfatti, le notizie che fanno testo
Questo sito utilizza cookie di terze parti: cliccando su 'chiudi', proseguendo la navigazione, effettuando lo scroll della pagina o altro tipo di interazione col sito, acconsenti all'uso dei cookie. Per saperne di piu' o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie fai clickQUICHIUDI