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Sciopero 27 gennaio 2012: ecco il perché, il video e la petizione

Sciopero generale, e non solo dei trasporti, oggi 27 gennaio 2012, per protestare contro "le politiche del governo Monti". La USB spiega chiaramente tutti i potivi della lotta sindacale, sove invita tutti alla manifestazione organizzatata a Roma e riprende un pezzo di quello che qualcuno forse già definisce il "Monti pensiero".

Oggi 27 gennaio 2012 sciopero generale e generalizzato, come lo chiama la USB, una delle 7 sigle sindacali autonome (insieme a ORSA, SLAICOBAS, CIB UNICOBAS, SNATER, USI, SICOBAS), che hanno indetto la giornata di protesta contro "le politiche del governo Monti". Perché al contrario di quello che molti pensano, anche a causa di una scarsa informazione da parte dei maggiori media, tanto che la USB è dovuta ricorrere all'intervento della Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e della Commissione di Garanzia sullo Sciopero per ristabilire il rispetto della legge in materia di informazione sulle azioni di sciopero, quello di 27 gennaio non è solo uno sciopero dei trasporti. E' invece "uno sciopero che si rivolge a tutti i lavoratori del pubblico e del privato e che intende coinvolgere in una manifestazione nazionale che si svolgerà a Roma nella stessa giornata anche i pensionati, i disoccupati, i migranti e tutti coloro che intendono protestare contro - appunto - le politiche del governo Monti", come spiega chiaramente la USB. La USB continua osservando che "il 'nuovo falso governo tecnico' che si sta muovendo in perfetta continuità con il precedente e con l'appoggio della maggioranza delle forze politiche di centro-destra e centro-sinistra in una indecente ammucchiata mai vista sino ad ora, è in realtà un 'forte governo politico' che rappresenta e tutela i padroni, i ricchi, il ceto politico, le banche, la finanza internazionale e gli interessi di quella Europa che sta mettendo in ginocchio interi popoli del vecchio continente".
Per questo motivo le 7 sigle sindacali oltre ad indire uno sciopero generale di 24 ore, organizzano a Roma una manifestazione, che inizierà alle 9:30 a Piazza della Repubblica per arrivare poi a piazza San Giovanni, perché "c'è bisogno di riandare in piazza, di lottare, di rendere visibile la nostra assoluta alterità a queste scelte, la profonda convinzione che il debito non debba essere pagato e che la cura è peggio della malattia, soprattutto perché la malattia è del loro sistema". La USB infatti fa notare che in Italia, mentre "le agenzie di rating impazzano e decidono le sorti dei Paesi, i creditori - banche, fondi speculativi, finanzieri ecc. – bussano violentemente alla porta e ci ricordano che a febbraio dovremo pagare ben 45 miliardi di interessi sul debito pubblico, la Germania ci spiega, con fare compito ma risoluto, che sono cazzi nostri come uscire dalla crisi (alla faccia dell' 'Unione' Europea), il neo governatore della BCE ci avverte che la situazione è gravissima e, ad esclusione dei tassisti, nessuno apre bocca, sembra non accadere nulla". Senza contare che "la stampa, legata tutta a doppio filo a quelle forze politiche così rissose fino a due mesi fa ed oggi concordi nel sostenere i banchieri della Trilateral, ci seppellisce ogni giorno di notizie rassicuranti, ci presenta un governo dall'aplomb inglese che trova ascolto tra i grandi d'Europa, che sa parlare ai mercati". Sul sito dell'USB diversi articoli interessanti spiegano i tanti motivi dello sciopero generale del 27 gennaio, tra qui "Contro il Governo Monti e contro questa Europa" (http://is.gd/bAhqxD) e "Cos'altro c'è da attendere?" (http://is.gd/J40xFk).
Sul sito anche una petizione "contro gli aumenti tariffari del trasporto pubblico, la riduzione delle risorse e i tagli ai servizi" (http://trasporti.usb.it/index.php?id=1241) ma anche un interessante video (http://www.youtube.com/watch?v=AtkPhXikC_s) che riassume brevemente i motivi della protesta, in cui viene estrapolato un pezzo di un passato discorso di Mario Monti (http://www.youtube.com/watch?v=STEvyznA2Ew), dove l'attuale premier spiegava chiaramente, tra le altre cose, che "non dobbiamo sorprenderci che l'Europa abbia bisogno di crisi e di gravi crisi per fare passi avanti. I passi avanti dell'Europa sono per definizione cessioni di parti delle sovranità nazionali ad un livello comunitario. E' chiaro che il potere politico ma anche il senso di appartenenza dei cittadini ad una collettività nazionale possono essere pronti a queste cessioni solo quando il costo politico e psicologico del non farle diventa superiore al costo del farle, perché c'è crisi in atto visibile, conclamata". Tanto che qualcuno probabilmente l'ha già definita una vera perla del "Monti pensiero".

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