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Sciopero 26 giugno in Pubblica amministrazione, contro spending review

Martedì 26 giugno FpCgil, CislFp, UilFpl e UilPa indicono due ore di assemblea per i lavoratori di tutti gli uffici pubblici d'Italia, per chiedere al governo Monti di "cambiare rotta su spending review e lavoro pubblico".

Due opere di sciopero martedì 26 giugno. Le confederazioni sindacali FpCgil, CislFp, UilFpl e UilPa indicono, infatti, due ore di assemblea per i lavoratori di tutti gli uffici pubblici d'Italia.
La giornata di "mobilitazione e assemblee" prende corpo "affinché il Governo apra il necessario confronto e interrompa il percorso preannunciato su spending review e lavoro pubblico, tenendo fede all'intesa sottoscritta il 3 Maggio", annunciano i sindacati.
I segretari generali Rossana Dettori (Fp-Cgil), Giovanni Faverin (Cisl-Fp), Giovanni Torluccio (Uil-Fpl) e Benedetto Attili (Uil-Pa) spiegano infatti che la protesta verte sopratutto contro "l'approccio ideologico nei confronti del pubblico impiego. Approccio che rischia di tradursi in tagli lineari di organico mascherati da revisione della spesa, accorpamenti di enti contrabbandati per riorganizzazioni, attacchi alla dignità dei lavoratori pubblici spiegati con le urgenze di cassa".
"Bisogna cambiare rotta - insistono i sindacalisti - Per questo vogliamo un tavolo con il governo. Perché serve un piano complessivo di riorganizzazione della Pubblica amministrazione, per decidere quali sono i servizi indispensabili e quelli che servono ai cittadini, alle famiglie, alle imprese e poi mettere mano ad un riordino vero e proprio degli enti che faccia costare meno i servizi, aumentando la qualità e valorizzando il capitale umano".

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