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Sciopero 22 giugno: ecco perché i sindacati protestano contro Monti

Perché i sindacati di base proclamano uno sciopero generale il 22 giugno 2012 contro le politiche del governo Monti? Nonostante la "cappa mediatica" denunciata dalla USB, ecco tutti i motivi dello sciopero e delle manifestazioni di Roma e Milano.

Perché i sindacati Usb, Cib-Unicobas, Snater, SICobas e Usi hanno indetto uno sciopero di 24 ore, nazionale, per il 22 giugno 2012? A spiegarlo nel dettaglio la USB, unione sindacale di base, attraverso il suo sito internet , che per esempio ricorda come il premier Mario Monti "vuole arrivare al vertice europeo del 28 e 29 giugno con due 'scalpi alla cintola': l'approvazione della Controriforma del lavoro e lo smembramento del Pubblico Impiego, così come previsto dalle imposizioni europee, della BCE, della finanza e delle banche".
La USB elenca nel dettaglio i provvedimenti "che dovrebbero essere contenuti in un Decreto (con attuazione immediata) da emanare già all'inizio della settimana prossima":
- Riduzione del numero dei dipendenti variabile tra il 5 e il 7% (230.000 – 300.000 persone, oltre 100.000 solo nella Scuola;
- La rottamazione dei sessantenni accompagnata solo dall'80 % della retribuzione tabellare (lo stipendio base) e per soli 2 anni, poi nessuna retribuzione sino al raggiungimento dell'età pensionabile che la Fornero ha fissato ormai in 67 anni d'età (altri 300.000 esodati senza retribuzione né pensione);
- Blocco delle tredicesime per 3 anni, prorogabile;
- Riduzione generale degli stipendi dal 2,5 al 5%;
- Riduzione del valore dei buoni pasto
La USB sottolinea inoltre come "la cosiddetta spending review si sta dimostrando ciò che è realmente: vendita del patrimonio pubblico, tagli allo stato sociale e pesantissimo attacco all'occupazione e al reddito dei lavoratori del pubblico impiego - e continua - Se a ciò aggiungiamo che l'inflazione aumenta di mese in mese, seconda soltanto ai dati relativi alla disoccupazione, che il salario medio dei dipendenti è sceso a livelli di insopportabilità e che ormai milioni di famiglie vivono in uno stato di vera e propria povertà, mentre aumentano le tasse e il divario tra ricchi e poveri aumenta in modo esponenziale, è ormai chiaro che siamo di fronte ad una situazione esplosiva".
L'Unione sindacale di base ricorda poi come "anche i più grandi sindacati hanno saputo solo balbettare davanti al più grande attacco di tutti i tempi al mondo del lavoro" visto che "alla riforma delle pensioni, targata Fornero, hanno risposto con 3 ore di sciopero e una serie infinita di comunicati stampa, come se la battaglia dei diritti dei lavoratori si potesse vincere a suon di e-mail".
"La Cgil revoca le ulteriori otto ore di sciopero generale che aveva precedentemente deciso, senza indicarne la data. Così cade qualsiasi ulteriore alibi e strumentale ipocrisia: la Cgil non si oppone alla Controriforma del lavoro e decide di appoggiare incondizionatamente il governo Monti" precisa quindi Fabrizio Tomaselli dell'Esecutivo nazionale USB, rivendicando il fatto che a questo punto rimane solamente "il sindacalismo di base, indipendente e conflittuale a indicare ai lavoratori la strada dello Sciopero generale".
Aderisce allo sciopero del 22 giugno anche la RSU GKN Firenze che fa notare come "quello che si prospetta è una situazione nuova, mai vissuta dalla stragrande maggioranza dei lavoratori, oggi, in Italia perché se passa questo attacco (riforma del lavoro, ndr) non avremo più importanti tutele che da sempre ci accompagnano tutti i giorni nella nostra attività lavorativa; dunque la storia si ripete quando i sindacati più grandi prendono strade non condivise dai lavoratori, i Lavoratori si riprendono la parola, come gli autoconvocati del '84 e del '92-'93".
"Le riforme che ci vogliono far digerire non hanno il mandato dei Lavoratori Italiani - continua il sindacato di base - sono pura violenza che viene mossa su i giovani, vecchi, pensionati e pensionandi, precari e disoccupati" perché "il diktat dei mercati e della grande finanza che sta strangolando ora la Grecia ora il Portogallo, la Spagna e per chi non se ne fosse accorto, anche l'Italia, ha come complici tutte le forze politico-sindacali che avvallano tacitamente o esplicitamente queste decisioni con le parole e con i fatti".
La nota della RSU GKN Firenze si chiude quindi ricordando che "per questo il protagonismo dei Lavoratori è l'unica via di uscita, per i Lavoratori ma anche per il sindacato che non può essere ridotto a pura e semplice testimonianza; questo i Lavoratori non lo vogliono e non lo possono permettere" invitando "tutti i Lavoratori alla mobilitazione, alla partecipazione alle assemblee nei luoghi di lavoro ai direttivi sindacali di tuttii livelli" perché "il sindacato è dei Lavoratori".
Anche dall'assemblea RSU e RSA del 26 maggio al Teatro Ambra Jovinelli di Roma viene ribadito come sia "vergognoso che la direzione della Cgil abbia accettato seguendo Cisl e Uil, la logica del DDL Fornero che toglierà l'art.18 e ammortizzatori sociali a milioni di lavoratrici e lavoratori precari e dipendenti - aggiungendo - Così come riteniamo grave e incomprensibile che la Fiom, pur attaccando le manovre del governo Monti, non si spenda per la costruzione di un vasto fronte sociale contro le politiche di aggressione e distruzione dei diritti e delle tutele del lavoro insieme a tutte le componenti sindacali e di movimento conflittuali disponibili".
Le RSU e RSA fanno notare quindi come il "DDL Fornero sta per essere approvato nel silenzio quasi totale e le poche modifiche concesse non fanno che peggiorare gli effetti di questa controriforma che cancella di fatto l'art.18, concede ai padroni la mano libera sull'utilizzo dei contratti precari, sgrava le imprese dei costi degli ammortizzatori sociali scaricandoli sui giovani e sulle donne".
La USB denuncia infine "la cappa mediatica che avvolge lo sciopero del 22 giugno", che però "non riuscirà a nascondere la risposta dei lavoratori alle bugie e alle misure inique e antipopolari della Fornero e di Monti, alla complicità di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, all'appoggio incondizionato ed acritico di quasi tutti i partiti italiani ed anche alla latitanza o all'indifferenza di quei neonati movimenti che non si pronunciano sullo sciopero e pensano soltanto a quanti voti prenderanno nelle prossime elezioni".
Per questo motivo la "USB rivolge un appello a tutte le lavoratrici ed i lavoratori, ai precari, ai disoccupati, agli studenti e ai pensionati a partecipare allo sciopero generale e alla giornata di mobilitazione del 22 giugno", ricordando che gli appuntamenti per le due manifestazioni sono alle ore 9:30 da Piazza della Repubblica a Roma e da Largo Cairoli a Milano.
La USB ribadisce infine come sia "indispensabile farsi 'megafono' e portatori di informazione, parlare con la gente, con i lavoratori, i pensionati, i disoccupati, gli studenti e condividere con loro la necessità di scioperare e di essere in piazza per dimostrare che in questo Paese esiste una opposizione reale al governo delle banche e che è possibile e doveroso dire NO all'attacco pesantissimo che si sta portando al lavoro, ai diritti e alla democrazia".

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