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Sciopero 18 ottobre 2013, Usb a Cgil: scendi in piazza contro legge stabilità

Le ragioni dello sciopero del 18 ottobre 2013 vengono rafforzate dopo il varo della legge di stabilità 2014, i cui provvedimenti "confermano l'accanimento che il Governo Letta ha nei confronti dei pubblici dipendenti". Per questo motivo, l'Usb invita Cgil e Uil, che hanno criticato le misure prese dal governo Letta, a scendere in piazza a Roma perché "lo sciopero generale c'è già".

Tutto è confermato per lo sciopero dei trasporti di 24 ore di venerdì 18 ottobre 2013, indetto da Usb, Confederazione Cobas, Cub con l'adesione di Snater, OR.S.A. Scuola Università e Ricerca, Sindacato SIAE, USI e Unicobas. Lo sciopero interesserà treni, aerei, mezzi pubblici e navi ed è indetto principalmente "contro le drastiche ricette del FMI, della BCE e dell'Unione Europea che in nome della stabilità monetaria impongono al nostro paese rovinose politiche sociali; per un serio piano nazionale sull'occupazione; contro ogni forma di precarietà; per il rilancio qualificato di una pubblica amministrazione al servizio dei cittadini; per lo sblocco dei contratti del pubblico impiego e per un rinnovo reale dei contratti del settore privato, per seri aumenti salariali e pensioni; per la nazionalizzazione delle aziende strategiche, contro la privatizzazione dei servizi pubblici". Ma le ragioni dello sciopero del 18 ottobre proclamato dai sindacati di base vengono rafforzate dopo il varo della legge di stabilità 2014 che, secondo l'Usb, farebbe "tabula rasa della pubblica amministrazione e macelleria dei dipendenti pubblici". Per l'Unione sindacale di base, infatti, le misure presenti nella legge di stabilità 2014, comprendenti "il blocco del contratto, di fatto fino a tutto il 2017, il blocco del turn over, con il conseguente licenziamento di decine di migliaia di precari; lo slittamento sine die del trattamento di fine rapporto; il considerare lavoro ordinario quello domenicale o festivo" sono tutti provvedimenti che "confermano l'accanimento che il Governo Letta ha nei confronti dei pubblici dipendenti". Per questo motivo, l'Usb lancia di fatto un appello alla Cgil e alla Uil, che ieri hanno fortemente criticato la legge di stabilità 2014, affinchp anche loro scendano in piazza il 18 ottobre in concomitanza dello sciopero. A Roma, infatti, l'Usb ha organizzato una manifestazione che partirà dalle ore 10:00 da piazza della Repubblica per terminare a piazza San Giovanni, con tanto di lavoratori ed artisti che saliranno sul palco oltre le ore 20:00. L'Usb sottolinea che "Cgil e Uil, dopo aver apertamente sostenuto il Governo Letta, ora cianciano di possibile sciopero generale", ricordando loro come invece "lo sciopero generale c'è, è già in campo, è quello proclamato dalla Unione Sindacale di Base per domani, venerdì 18 ottobre". L'USB Pubblico Impiego invita quindi "tutti i dipendenti pubblici a scioperare e scendere in piazza domani a Roma, rifiutando con sdegno la mancia del cuneo fiscale (si parla di un aumento in busta paga di appena 14 euro, ndr) e pretendendo l'apertura immediata dei contratti per aumenti salariali veri, l'assunzione del precariato, il buon funzionamento dell'amministrazione pubblica, la reinternalizzazione dei servizi privatizzati". L'Usb infatti conclude: "Non possiamo certamente aspettare che il teatrino messo in opera dalle istituzioni politiche e dal sindacalismo complice ci facciano perdere ulteriore tempo, con il semplice obiettivo di indorarci la pillola. Domani scioperiamo e riempiamo le strade di Roma".

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