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Riforma PA Renzi Madia, USB: sciopero 19 giugno perché "cancella diritti"

Il sindacato di base USB annuncia per giovedì 19 maggio uno sciopero contro la riforma della pubblica amministrazione presentata da Matteo Renzi e Marianna Madia. Analizzando punto per punto i provvedimenti adottati, l'USB denuncia che la riforma PA Renzi Madia "cancella i diritti dei lavoratori, il welfare, i servizi e riduce la Pubblica Amministrazione a sportello gratuito per le imprese".

"Con la riforma della pubblica amministrazione di venerdì 13 giugno il governo Renzi mostra il suo vero volto autoritario e cinico, presentando a tutti il conto degli 80 euro" perché "cancella i diritti dei lavoratori, il welfare, i servizi e riduce la Pubblica Amministrazione a sportello gratuito per le imprese" denuncia il sindacato di base USB, annunciando uno sciopero generale per giovedì 19 giugno 2014. Per prima cosa, l'USB sottolinea che nel testo della riforma della pubblica amministrazione non esiste nemmeno un richiamo al "rinnovo economico dei contratti, bloccati dal 2009 e destinati ad esserlo ancora per molti, molti anni" nonostante "le retribuzioni di 3,3 milioni di lavoratori pubblici sono tornate al livello di 30 anni fa". L'USB analizza quindi punto per punto la riforma della PA come presentata dal Matteo Renzi e Marianna Madia:
- Viene introdotta la mobilità obbligatoria: i lavoratori possono essere trasferiti, anche in assenza di necessità oggettive, all’interno dello stesso Comune oppure nell’arco di 50 kilometri, anche in Amministrazioni diverse.
- Viene dichiarata apertamente la volontà di ridurre la presenza dello Stato e gli uffici periferici dovranno essere riarticolati a livello regionale, così come si parla di prefetture e di camere di commercio regionali, di accorpamenti di enti nazionali e Centrali: avvierà di fatto un processo di mobilità coatta di massa.
- In caso di esubero, sempre che non si venga licenziati, è prevista la possibilità di demansionamento: il concetto di diritto acquisito salta definitivamente.
- Nessun riferimento al rinnovo economico dei contratti.
- Nessun riferimento ai 250.000 precari della PA: anche per loro nessun diritto acquisito da rivendicare.
- Riduzione del 50% permessi (in particolare alle RSU), distacchi e aspettative sindacali senza che ciò produca il benché minimo risparmio: è necessario che i lavoratori siano il più possibile disuniti, soli e soprattutto soli di fronte alla controparte.
Nell'annunciare lo sciopero del 19 giugno contro la riforma della PA, l'USB attacca anche Cgil, Cisl e Uil perché "nel solito gioco delle parti in commedia rinunciano alla lotta e annunciano opposizione in quel Parlamento di cui sono maggioranza complice e prospettano reazioni gandhiane a una riforma di violenza inaudita".

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