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Pisa: studenti in sciopero della fame. Si mangeranno Dante

"Fatevi un panino con Dante Alighieri" disse Tremonti ed otto studenti di Pisa lo prendono in parola (escluso il panino) mangiando solo il poetico companatico. Perché se si taglia la cultura il Paese smetterà di mangiare. E gli studenti iniziano per tempo lo sciopero della fame.

Continua la lunga marcia pacifista di protesta contro il DDL Gelmini. Questa volta gli studenti Pisani hanno scelto la forma di lotta più dura, nobile e coraggiosa: lo sciopero della fame.
La partecipazione degli studenti pisani alla pacifica manifestazione romana del 14 dicembre, poi sporcata dai soliti misteriosi black bloc, è stata massiccia, oltre 700 studenti in un periodo di appelli d'esame in molte facoltà dell'Ateneo.
Ma la protesta continua anche tornati "a casa" e gli otto studenti che hanno deciso di smettere di mangiare, ne sono l'emblema.
In un comunicato gli studenti pisani scrivono: "In questo autunno di mobilitazione intensa e determinata, abbiamo posto in modo decisivo all'attenzione del Paese i nodi cruciali della conoscenza come bene comune e della gestione della crisi divenuta pretesto per un epocale progetto di esclusione sociale. A questo governo che si compra una fiducia virtuale in Parlamento, che invoca il ritorno ad un diritto di 'prevenzione' nazifascista, che ha l'arroganza di svilire la cultura ad espressioni come 'con Dante non ci riempi un panino'; a questo governo oggi rispondiamo smettendo di mangiare e affermando la nostra fame di cultura. Quest'azione dimostra che ancora una volta noi studenti universitari abbiamo il coraggio e la responsabilità di metterci in gioco, di stare in prima linea nella nostra lotta contro il furto del diritto allo studio e dei beni comuni che questo vergognoso governo sta portando avanti. Non vogliamo né possiamo perdere questa partita, perché in gioco è il futuro dell'università pubblica e di tutto il nostro Paese.".
E concludono "Invitiamo tutti gli studenti in mobilitazione d'Italia ad iniziare lo sciopero della fame per continuare a mettere in pratica il nostro rifiuto della 'riforma' Gelmini e del governo Berlusconi".

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