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Francesi in sciopero, il carburante della democrazia

La Francia è in mobilitazione da 6 giorni, e non sembra intenzionata a smettere. I francesi protestano contro una riforma delle pensioni per loro ingiusta e si inventano come mettere in crisi l'intero sistema, interrompendo la distribuzione di carburante.

Non si può certo dire che i francesi non sappiano manifestare e scioperare, ma d'altronde sono sempre quelli della Rivoluzione francese e della presa della Bastiglia. In Francia non si sciopera il venerdì, come spesso avviene in Italia, e poi ci si lamenta perché i vari governi non ascoltano le rimostranze dei cittadini. In Francia se il popolo non è d'accordo con qualche tipo di decisione presa dal proprio governo scende in piazza e la occupa finché ministri e deputati non rammentano che è il popolo ad essere sovrano.
Oggi, per il sesto giorno consecutivo, la Francia è bloccata da centinaia di manifestazioni indette per protestare contro la riforma delle pensioni voluta da Nicolas Sarkozy e che giovedì sera dovrà essere votata in Senato. Una riforma che non piace perché, secondo i manifestanti, andrebbe a ledere i loro diritti. A rischiare maggiormente, come spesso avviene in questa società del XXI secolo, sono i giovani, perché saranno loro ad andare in pensione sempre più tardi, se mai riusciranno a maturare tutti i requisiti.
Insomma, un problema simile a quanto potrebbe accadere anche in Italia, ma a differenza nostra i francesi occupano le città, interrompono molte attività e si inventano come mettere in crisi l'intero sistema, interrompendo la distribuzione di carburante. Senza benzina il mondo si ferma, i francesi lo sanno e da giorni raffinerie e depositi sono bloccati.
Intanto già il 50% dei voli dagli aeroporti francesi sono stati annullati e anche alcuni treni internazionali non sono partiti. Per domani il sindacato comunista Cgt ha chiesto a tutti gli aeroporti e ferrovie di bloccare completamente le partenze.
Il Presidente francese Nicolas Sarkozy vuole tentare un muro contro muro, annunciando di voler adottare misure urgenti contro il blocco delle raffinerie che ha lasciato a secco una buona parte della Francia, ma prima di decidere di non voler ascoltare i propri cittadini dovrebbe forse rileggersi qualche pagina di un buon manuale di storia.

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