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CGIL, CISL, UIL confermano sciopero. Monti? Incontro "insoddisfacente"

Lo sciopero generale della CGIL, CISL e UIL è confermato, nonostante l'incontro con Mario Monti, risultato del tutto "insoddisfacente". Il "documento unitario" dei sindacati con i vari emendamenti alla manovra, infatti, sembra essere stato del tutto ignorato.

Si è concluso con un nulla di fatto, come era prevedibile, l'incontro tra Mario Monti e i sindacati. Il premier sembra che abbia semplicemente fatto capire che il suo tener conto delle richieste dei tre sindacati è un puro fatto di cortesia (forse come questo incontro serale), perché il Paese sta attraversando una "situazione di estrema emergenza finanziaria", come spiegherebbe in una nota il governo. Mario Monti avrebbe però "fornito precisazioni e chiarimenti nell'intendimento di rappresentare dettagliatamente gli elementi di equità presenti nel decreto". I chiarimenti sull'equità della manovra "salva Italia" non devono però essere stati così "precisi" visto che al termine del vertice CGIL, CISL e UIL confermano lo sciopero generale di tre ore, come i presidi davanti a Palazzo Montecitorio e alle Prefetture. Manifestazioni di dissenso a cui il governo dei tecnocrati, molto probabilmente, farà "orecchie da mercanti" (sembra proprio il caso di dire). Mario Monti pare infatti convinto (o vorrebbe farlo credere) del fatto che i provvedimenti adottati, oltre a generare introiti per lo Stato, siano anche corretti. Ha "cercato di argomentare, senza convincerci, che sarebbe stata una manovra equilibrata" spiega al termine dell'incontro Susanna Camusso della CGIL, sottolineando che proprio per questo i sindacati hanno "confermato lo sciopero". "Non abbiamo trovato elementi per rimuovere lo sciopero, continuiamo la nostra battaglia" precisa anche Raffaele Bonanni della CISL, mentre Luigi Angeletti della UIL precisa come "il risultato finale" dell'incontro sia "stato del tutto insoddisfacente". "Sarà un percorso di guerra nei prossimi mesi - continua Angeletti - Voglio capire chi provvederà alla coesione sociale, a stringere le persone intorno a un Paese che ha bisogno di sostegno", anticipando come la politica si troverà quindi "in difficoltà e dovrà ricorrere al voto di fiducia". "Anche gli altri ministri, durante l'incontro di questa sera, hanno ribadito lo schema usato in questi giorni: la situazione è molto grave e non ci sono alternative alle politiche di sacrifici messe in campo - spiega invece la Camusso - La CGIL ha ribadito invece che le alternative, se ci fosse stata la volontà di cercarle, ci sarebbero state". Mario Monti ha però il grande merito di aver riappacificato i tre sindacati, che non solo sciopereranno insieme dopo 6 anni di conflittualità, ma che sono stati in grado anche di presentare, inutilmente, un "documento unitario in Parlamento con le controproposte alla manovra". Dove appunto venivano elecate quelle "alternative" ignorate dal governo. Tra queste anche "l'umento di almeno 4 punti percentuali delle aliquote di contribuzione previste per i lavoratori autonomi, commercianti ed artigiani, iscritti alle gestioni INPS e per coltivatori diretti, coloni e mezzadri iscritti alla relativa gestione INPS". Una proposta che sembra andare però ad avallare, come potrebbe forse pensare qualcuno, quelle tesi che sostengono come CGIL, CISL e UIL tendano a tutelare non tanto gli interessi di tutti i lavoratori ma in particolare dei loro iscritti, in larga parte dipendenti pubblici e pensionati. Come specifica una nota della CGIL, quindi, lunedì 12 dicembre, i tre sindacati sciopereranno con 3 ore di astensione dal lavoro e presidi, mentre "le categorie del pubblico impiego di CGIL, CISL e UIL hanno proclamato uno sciopero unitario di otto ore dei lavoratori pubblici per lunedì 19 dicembre". "La categoria dei metalmeccanici della CGIL - precisa il comunicato - ha deciso invece di anticipare a lunedì 12 dicembre lo sciopero generale inizialmente previsto per il 16" con "8 ore di astensione dal lavoro per 0contestare la manovra decisa dal governo e per denunciare la scelta della FIAT di estendere l'accordo di Pomigliano a 86mila dipendenti del gruppo' ", come spiega la Fiom.

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