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Blocco stipendi: sciopero generale forze dell'ordine. Renzi: no ai ricatti

Dopo che Marianna Madia ha annunciato il blocco degli stipendi anche per il 2015, tutte le forze dell'ordine (Polizia, Carabinieri, Corpo Forestale dello Stato, Esercito, Marina, Aeronautica, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco) hanno proclamato uno sciopero generale per fine settembre, anticipando che chiederanno le dimissioni "di tutti i Capi dei vari Corpi e Dipartimenti, civili e militari, e dei relativi Ministri". Matteo Renzi replica: "Non cederò ai ricatti".

Dopo l'annuncio del ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, che il blocco degli stipendi per gli statali rimarrà in vigore anche per il 2015, le forze dell'ordine dichiarano uno sciopero generale. I sindacati e il Cocer Interforze sottolineano infatti che "per la prima volta nella storia della nostra Repubblica" sono "costretti, verificata la totale chiusura del Governo ad ascoltare le esigenze delle donne e degli uomini in uniforme per garantire il funzionamento del sistema a tutela della sicurezza, del soccorso pubblico e della difesa del nostro Paese, atteso le numerose richieste di incontro rivolte al Presidente del Consiglio, ad oggi inascoltate, a dichiarare lo sciopero generale di questi comparti atteso che anche i Capi dei singoli Corpi e Dipartimenti e i relativi Ministri hanno girato le spalle al proprio personale". Lo sciopero generale di tutte le forze dell'ordine (Polizia, Carabinieri, Corpo Forestale dello Stato, Esercito, Marina, Aeronautica, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco) si terrà entro la fine di settembre "qualora dovesse essere rinnovato il blocco del tetto delle retribuzioni".

I sindacati delle forze dell'ordine e il Cocer anticipano quindi: "Nello spirito di servizio e di totale abnegazione per continuare a garantire la difesa, la
sicurezza e il soccorso pubblico al nostro Paese, qualora nella legge di stabilità sia previsto il rinnovo del blocco del tetto salariale, chiederemo le dimissioni di tutti i Capi dei vari Corpi e Dipartimenti, civili e militari, e dei relativi Ministri poiché non sono stati capaci di rappresentare i sacrifici, la specificità, la professionalità e l'abnegazione del proprio personale". I sindacati evidenziano: "La frattura che si creerebbe in tale scenario sarebbe insanabile; per questo diciamo che in tale ipotesi, o restano loro oppure tutti quelli chi si sacrificano, ogni giorno e in ogni angolo del Paese e dell'intero mondo per garantire sicurezza e difesa". Per tutta risposta, il premier Matteo Renzi afferma che è pronto ad incontrare le rappresentanze sindacali delle forze dell'ordine, precisando però che non cederà "ai ricatti".

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