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Blocco TIR: non siamo né Forconi né selvaggi. La verità in 13 punti

Il "blocco Tir" non è fatto dai Forconi, non è uno sciopero selvaggio, non è illegittimo. Gli autotrasportatori di Trasportounito Fiap, che hanno organizzato lo sciopero nazionale, smontano i 13 "grandi falsi" dei media. Perché la tensione si stemperi.

Il blocco Tir è uno sciopero regolare e non uno "sciopero selvaggio" come i media vorrebbero far credere. Questa è una delle rivendicazioni di Trasportounito / Fiap, organizzatore del "fermo dell'autotrasporto" che ha dovuto, visti i toni delle ultime ore, intervenire con un comunicato per dire "la verità" alla gente. In effetti il "blocco Tir" è stato immediatamente associato dai media mainstream al Movimento dei Forconi e molto probabilmente, sospetta qualcuno, non solo per ignoranza e pressapochismo. C'è infatti anche un altro pericolo, ed è quello che la gente associ le rivendicazioni di un settore in "costante rischio di fallimento" fatto da professionisti spesso allo stremo delle forze fisiche ed economiche, ad uno "sciopero selvaggio" che ha come diretta conseguenza le pompe di benzina a secco e i supermercati sforniti. Intanto la tensione cresce, "Una tensione - scrive Trasportounito nella nota - che proprio il governo e le forze di polizia dovrebbero contribuire da subito a stemperare, mentre alla luce degli interventi in Campania, sembra accadere l'esatto contrario". Così per "difendere la verità, che una campagna di disinformazione sta scientificamente distorcendo" Trasportounito elenca i "grandi falsi" sul "blocco Tir": "1) Non si tratta di uno sciopero selvaggio. E' stato annunciato e autorizzato nei tempi di legge sin dal 27 dicembre scorso. 2) Il movimento dei Forconi che pure ha avuto con l'autotrasporto siciliano, e il fermo in atto, alcune rivendicazioni in comune, è stato avviato il 16 gennaio. Il tentativo di ricondurre il fermo dell'autotrasporto nazionale, al Movimento dei Forconi è quindi strumentale e arbitrario. 3) Non si capisce come le proteste di chi blocca ferrovie, autostrade e aeroporti, per non parlare dei blocchi delle città, siano in Italia lecite se sono garantite da sigle sindacali confederali e diventino illegittime e selvagge se a scendere in campo sono piccoli imprenditori, che hanno in gioco la sopravvivenza delle loro aziende e delle loro famiglie; 4) E' facile parlare di proteste irresponsabili da parte di chi, autorità e taluni media, non conoscono cosa significhi la parola responsabilità. 5) E' curioso come il paese e in particolare i media che sono riconducibili alla grande industria scoprano che l'autotrasporto è colpevole oggi, dopo poche ore di fermo, di bloccare il paese, ma si guardino bene , quando gli autotrasportatori viaggiano giorno e notte sulle strade, a retribuzioni da fame e a rischio costante fallimento, dal sottolineare l'importanza centrale, irrinunciabile e cronicamente sottostimata di questo servizio. 6) E' colpevole come nessuno ricostruisca i perché della crisi. Perché le imprese di autotrasporto devono viaggiare a tariffe inferiori ai costi che devono affrontare. Forse perché volutamente sono stati mantenuti contrattualmente deboli per poter scaricare sulle strade e sulla sicurezza di tutti il costo dell'inefficienza delle imprese produttive. 7) Negli ultimi sei mesi sono fallite altre tremila imprese e i recenti rincari di gasolio, autostrade, assicurazioni, accise, hanno dato il colpo di grazia, spianando la strada a solo chi è disposto a viaggiare fuori dalla legalità e quindi a molti autotrasportatori stranieri 'autorizzati' tacitamente a non rispettare i tempi di guida e le basilari norme di sicurezza. 8) NON E' VERO che il governo ha risposto con il decreto sulle liberalizzazioni , alle rivendicazioni della categoria. L'unica misura tangibile riguarda le accise, che vengono rimborsate a tre mesi e non ad un anno e mezzo. Ma la trimestralità non risolve il problema dell'esposizione finanziaria: 190 euro per ogni mille litri di gasolio che si anticipano oggi a fronte di un rimborso avviene realmente al mese di giugno 2011. Sarebbe ragionevole invece consentire la decurtazione del rimborso direttamente in fattura. Ma sulla questione carburante si dovrebbe aprire tutto il capitolo relativo al costo industriale (il più alto d'Europa dopo la Gran Bretagna). 9) NON E' VERO che il decreto sulle liberalizzazioni, per altro solo licenziato dal Consiglio dei ministri e non approdato in Parlamento, preveda sconti sul gasolio, sulle assicurazioni o sui pedaggi autostradali. Mentre questi sono impegni generici per il futuro, gli aumenti dei pedaggi o delle assicurazioni sono già un regalo reale che il governo ha fatto a concessionari e alle compagnie di assicurazione e che sono applicati a tutti gli effetti. Gli sconti al casello, guarda caso, sono garantiti solo dei 'consorzi' che operano da intermediari sul mercato dell'autotrasporto. 10) NON E' VERO che l'autotrasporto si dichiari soddisfatto dai 400 milioni di euro messi a disposizione dal Governo. Sono anni lo Stato eroga soldi che non servono a strutturare le imprese. 1000 euro a camion rappresentano una briciola rispetto all'indebitamento delle imprese di autotrasporto (10 miliardi di euro). I soldi li deve dare il mercato con leggi serie e con controlli seri. 11) Trasportounito da oltre un anno denuncia la non applicabilità delle norme varate dal precedente governo che prevedono il riconoscimento all'autotrasporto di tariffe parametrate su un costo minimo di gestione del servizio di trasporto a garanzia della sicurezza stradale . Queste norme non sono applicabili per come sono state formulate; non sono quindi applicate, al pari di quelle che dovrebbero garantire agli autotrasportatori tempi certi di pagamento da parte della committenza industriale. 12) Sono ugualmente inapplicabili le norme che prevedono la remunerazione dell'autotrasporto quando i camion sono costretti a ore di attesa negli interporti, nei porti o nei centri della grande distribuzione. 13) In questi mesi lo Stato si era impegnato a svolgere controlli severi sulla committenza, ovvero su chi utilizza i servizi di trasporto, per verificare sia la corresponsabilità per trasporti effettuarti fuori dalle norme di legge, sia la responsabilità diretta per l'affidamento dei trasporti a irregolari, abusivi e false imprese comunitarie. Tutto questo non è avvenuto. Lo Stato preferisce colpire i 'piccoli' autotrasportatori, anziché i Committenti.

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