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Elisa Di Francisca in Africa, tra stupore e commozione

Elisa Di Francisca è in Africa a fare la volontaria per Intervita, e di "hot" stavolta c'è solo il caldo africano. Un'esperienza raccontata in un blog che, sicuramente, farà maturare la campionessa olimpica insegnandole, come lei stessa ha scritto, "qualcosa di davvero prezioso sulla felicita".

Elisa Di Francisca classe 1982 è una schermitrice plurimedagliata che ha portato l'Italia nel mondo. Oggi la campionessa di scherma si trova in Africa "non per fare il personaggio" come lei stessa ha dichiarato, ma per dare una mano alla Associazione Intervita. Il suo viaggio in Kenya è raccontato giorno per giorno in un blog che si chiama, non a caso, "La Mia Africa" . Arrivata in Kenya il 15 ottobre, Elisa Di Francisca per arrivare nel villaggio di Manga, sua destinazione, da Nairobi ha impiegato circa 6 ore: "Il viaggio è stato lungo (6 ore) e a tratti sconnesso... E' incredibile rendersi conto già ora della differenza delle distanze... in fondo non abbiamo percorso più di 200 km!!!". Elisa nei giorni successivi ha incontrato bambini e mamme, rendendosi conto dell'importanza di come l'insegnare il gesto di lavarsi le mani sia di fondamentale importanza, soprattutto il luoghi dove le condizioni igieniche non sono delle migliori. "Avrei voluto portarli tutti con me, stringerli e non lasciarli andare. La loro poverta piena di speranza mi ha fatto venire un nodo in gola ma nello stesso tempo mi ha insegnato qualcosa di davvero prezioso sulla felicita!", scrive la campionessa di Jesi il 16 ottobre. Un viaggio a tratti commovente nella prorompente umanità africana che la schermitrice olimpica sintetizza con l'incontro con Angela, "una bambina speciale di 10 anni". Scrive Elisa Di Francisca di Angela il 17 ottobre: "Tutta eccitata ci ha raccontato della gita che ha potuto fare grazie a Intervita insieme a tutta la sua classe! La meta era una fattoria agricola e lì lei e i suoi compagni hanno potuto vedere come raccolgono i pomodori e le tecniche migliori per coltivare gli ortaggi, indispensabili per una corretta alimentazione...Io ho ascoltato la descrizione della sua avventura, piena di orgoglio, in cui ci ha raccontato che era la prima volta che faceva un viaggio, con tutti i suoi amici poi...un sogno che si avvera! E poi con un fil di voce mi ha confidato che addirittura ognuno di loro aveva il suo posto sul pullman e lei spera, prima o poi, di essere così fortunata di poter fare un'altra gita! E io, mentre ascoltavo, ho sentito che una lacrima proprio non ce la faceva a restare nell'occhio... e vorrei poter promettere a lei, e a tutti questi bambini 1, 10, 100 gite come quella... ma forse c'è ancora tanta strada da fare...".

E questi bambini sono quelli "fortunati" dato che, come riflette la campionessa dal suo blog, in un post del 18 ottobre, quando ha visitato il reparto maternità di Manga, costruita da Intervita nell' unico ospedale della zona: "In Kenya partorire purtroppo è ancora tra le principali cause di mortalità". Ma le mamme di Manga sono speciali come il loro figli: "Visi intensi e sguardi fieri, queste mamme mi hanno colpito profondamente! Chissà quando toccherà a me! Guardando queste donne, ti colpisce la loro forza, non solo fisica nel sorreggere e trasportare magari più di un bambino, ma soprattutto interiore nell'affrontare la vita con coraggio e determinazione...spero che anch'io saprò essere altrettanto valorosa!".

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