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Ticket sanitario, CGIL: favorisce il mercato privato della sanità

L'applicazione dei "superticket" da dieci euro viene bloccata da alcune regioni e la CGIL plaude all'iniziativa. "Ora il governo li abolisca" afferma Vera Lamonica, segretario confederale CGIL, dato che la tassa "danneggia il servizio sanitario a favore del mercato privato della sanità".

La manovra finanziaria non piace a nessuno, a partire dalle organizzazioni sindacali per finire "ai mercati" che tengono, ora più che mai, "in ostaggio" il nostro Paese. La misura che più preoccupa i cittadini e le istituzioni regionali è senz'altro quella più macroscopica, cioè quella che riguarda i ticket sanitari. La decisione di alcune regioni di "congelare" i ticket da dieci euro è condivisa dalla CGIL che, in una nota del segretario confederale Vera Lamonica, afferma: "E' positiva, e va estesa, la decisione di alcune regioni di 'congelare' l'applicazione dei superticket da dieci euro: ora il governo li abolisca". Il fatto che alcune regioni abbiano bloccato il provvedimento del Governo o abbiano intenzione di farlo, per la dirigente della CGIL è un fatto positivo "per trovare una soluzione che non scarichi sui cittadini il peso di una misura iniqua e punitiva ma - aggiunge Lamonica - non è giusto, né potrà reggere a lungo, affidare la soluzione alle singole regioni che sono già duramente colpite dai tagli della manovra". Il segretario confederale della CGIL a questo proposito sottolinea che "spetta al governo intervenire abolendo questa insopportabile tassa sui malati che oltretutto danneggia il servizio sanitario a favore del mercato privato della sanità".

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