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Ticket sanitario, CGIL: abolirli dal 2012. FIT: ma no tassa su tabacco

Continua il braccio di ferro sui ticket sanitari da 10 euro, introdotti nella manovra ma osteggiati sia dalle parti sociali che dalle Regioni. Dal 2012 bisogna abolirli, invit la CGIL, ma non con una tassa sul tabacco.

Continua il braccio di ferro sui ticket sanitari da 10 euro, introdotti nella manovra correttiva ma osteggiati sia dalle parti sociali che dalle Regioni, che cercano di proporre misure alternative e coperture analoghe. Finora però il governo non sembra aver voluto sentire ragioni, neanche quando Stefano Cecconi, responsabile politiche per la salute della CGIL Nazionale, ricorda che intanto andrebbero eliminati almeno per il 2011 visto che "per effetto del Patto per la Salute, i 'super ticket' non dovevano esserci". "Le misure per coprire il fabbisogno, pari a 381,5 milioni di euro, che la manovra finanziaria non ha più stanziato - continua il sindacalista - non possono essere scaricate così, improvvisamente, sulle Regioni e quindi sui cittadini". Cecconi afferma che questi ticket sanitari da 10 euro sulle ricette per visite ed esami specialistici "sono una vergognosa tassa sui malati" sottolineando che "per gli effetti che provocano sul tariffario di visite ed esami" diventeranno "un vero regalo al mercato privato della sanità" andando quindi a danneggiare ulteriormente "il servizio pubblico". Il sindacalista della CGIL auspica quindi l'abolizione definitiva dal 2012, con l'introduzione di nuove soluzioni. Ma la sostituzione dei ticket sanitari con una tassa sul tabacco, come proposto da alcuni esponenti politici, non sembra affatto consigliabile visto che il presidente nazionale della Federazione Italiana Tabaccai (Fit) Giovanni Risso evidenzia che tale trovata ha solamente un sapore "demagogico o folle". "Altro che sovvenzione per il sistema sanitario nazionale - spiega Risso - Il calo del gettito erariale dai tabacchi sarebbe tanto e tale che i ticket sanitari potrebbero addirittura dover aumentare". Giovanni Risso sottolinea che un "aumento spropositato della fiscalità sul tabacco che si tradurrebbe in un aumento del prezzo al pubblico del tabacco pari a 2 euro a pacchetto", evidenziando che l'unico risultato che si otterebbe, statistiche alla mano, sarebbe "l'aumento del contrabbando a livelli pari ad oltre il 30% del mercato illegale, con un numero invariato di fumatori". Il presidente di Fit consiglia quindi di abbamndonare queste "balzane idee di provvedimenti che distruggono ricchezza nazionale" che "rischiano di mandare in fallimento migliaia di famiglie italiane" avvertendo che "le famiglie dei tabaccai non solo non resteranno inermi di fronte ad un simile attacco, ma stanno già affilando le armi".

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