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Sanità: italiani meno soddisfatti del servizio sanitario regionale

Gli italiani vedono peggiorato, oltre il loro tenore di vita, anche i servizi che una volta erano vanto (almeno in parte) del Bel Paese. E così il Servizio Sanitario Nazionale, secondo l'ultimo rapporto Censis, vede quasi il 29 per cento degli italiani registrare un peggioramento del "servizio sanitario della propria regione". E molta paura per il futuro.

Gli italiani non sono pienamente soddisfatti del Sistema Sanitario Nazionale secondo le indagini pubblicate dal 45mo Rapporto annuale del Censis. Il Censis nel capitolo "Il sistema di welfare" del Rapporto mostra come il pericolo per la politica della sanità pubblica possa essere quello di "una sostenibilità solo finanziaria". Si legge in una nota stampa dell'Istituto: "Nell'ultimo biennio i dati dell'indagine Forum per la Ricerca Biomedica-Censis indicano che è solo l'11% a ritenere migliorato il servizio sanitario della propria regione, quasi il 29% ha registrato un peggioramento e circa il 60% una sostanziale stabilità". Dati che dovrebbero far riflettere il nuovo governo, che sembra basarsi meramente sui "tagli" alla spesa, soprattutto nei confronti dei soggetti più deboli (come i pensionati con poco più della "minima"), e tutti i politici che ora appaiono "silenti" e quasi "in vacanza" dato che la famosa "faccia" non è più la loro. Continua la nota del Censis: "Il futuro della sanità per i cittadini è segnato da alcune paure: un'accentuazione delle differenze di qualità tra le sanità regionali (35,2%), che l'interferenza della politica danneggi la qualità della sanità (35%), che i disavanzi rendano indispensabili robusti tagli all'offerta (21,8%), che non si sviluppino le tipologie di strutture e servizi necessarie, come l'assistenza domiciliare territoriale (18%), che l'invecchiamento della popolazione e la diffusione delle patologie croniche producano un intasamento delle strutture e dei servizi (16,3%)".

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