le notizie che fanno testo, dal 2010

Monti: sostenibilità sanità può non essere garantita. Senza privati

Dopo le parole di Mario Monti sulla non sostenibilità futura dei sistemi sanitari senza nuove modalità di finanziamento, La FP-CGIL evidenzia come in realtà "la privatizzazione della sanità è già in corso".

Nonostate il ministro della Salute Renato Balduzzi cerchi di far scemare quella che lui chiama "tempesta in un bicchier d'acqua", e Palazzo Chigi cerchi di precisare, il senso delle parole pronunciate da Mario Monti rimangono immutate. Ecco infatti l'estratto della trascrizione della video-conferenza di Mario Monti, intervenuto sul tema "Sanità, sostenibilità e innovazione": "Le proiezioni di crescita economica e quelle di invecchiamento della popolazione mostrano che la sostenibilità futura dei sistemi sanitari (...) potrebbe non essere garantita se non si individueranno nuove modalità di finanziamento e di organizzazione dei servizi e delle prestazioni". Comunque la si voglia interpretare, l'affermazione di Mario Monti non può che far pensare ad una forma di futura "privatizzazione del Servizio sanitario nazionale", che Balduzzi però esclude. Il ministro però conferma come Mario Monti abbia aperto "all'opportunità di valutare forme ulteriori di finanziamento". Ma quali? E' sempre Balduzzi, intervenuto a Tgcom24, ad anticipare che si tratterebbe "dell'eventualità di inserire la sanità integrativa dentro il sistema di finanziamento del sistema sanitario nazionale". Polizze e assicurazioni integrative, quindi?

"Le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Mario Monti sono gravi, anche se non fanno altro che confermare quanto scritto nell'Agenda del suo Governo, fatto da noi denunciato per tempo e inutilmente smentito dal Ministro Balduzzi" dichiarano in una nota congiunta Cecilia Taranto, Segretaria Nazionale Fp-CGIL, e Massimo Cozza, segretario nazionale della Fp-CGIL Medici, precisando: "Il Presidente del Consiglio non può permettersi certe preoccupazioni sulla sostenibilità del sistema sanitario nazionale dopo averlo ridotto all'osso. Se il Governo ha intenzione di privatizzare, come denunciamo da mesi, lo dica. Noi lo combatteremo. Ma non può affamare la bestia per poi svenderla".

La Fp-CGIL fa quindi notare come "la privatizzazione della sanità è già in corso" perché "vengono tagliati posti letto e servizi ospedalieri, senza potenziare i presidi sul territorio, mentre si operano tagli davvero intollerabili di cui Monti sembra accorgersi solo adesso. Vengono bloccati contratti e retribuzioni per colpire il personale, i precari vengono licenziati in modo scientifico, per indebolire ulteriormente il servizio in assenza di turn over. Se si aggiunge il costo dei ticket che inizia a rendere sconveniente il servizio sanitario nazionale il gioco è quasi fatto". "Di tagli si può morire" ricordano quindi Cecilia Taranto e Massimo Cozza, chiarendo che "così si stanno condannando i ceti meno abbienti", nonostante l'articolo 32 della Costituzione italiana sancisca che "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti".

C'è poi qualcuno che comincia già a riflettere su un altro punto. Ma se le tasse, che in Italia sono le più onerose del mondo, non riescono a garantire la "sostenibilità" ieri della previdenza, oggi della sanità e domani di chissà quale altro servizio pubblico, perché mai un cittadino dovrebbe pagarle?

"Quello che non è più sostenibile per il Paese è l'idea di demolizione e privatizzazione del servizio sanitario pubblico che ha il presidente Monti" evidenzia infatti Vera Lamonica, segretario nazionale della CGIL, ricordando che "se è in sofferenza, lo è a causa dei tagli dissennati, 30 miliardi negli ultimi 5 anni di cui ben 10 decisi da questo governo, che stanno riducendo i servizi per i cittadini. Servizi che peraltro sono spesso garantiti da lavoratori precari e destinati quindi ad andare in ulteriore crisi con la scadenza dei contratti in essere". La CGIL conclude quindi denunciando che "la ricetta di Monti che auspica più fondi privati colpisce il diritto universale alla salute e alle cure garantito dalle risorse pubbliche, spalancando le porte al mercato assicurativo in sanità, che curerebbe solo chi se lo può permettere".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: