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Saldi invernali 2013: consigli per gli acquisti. Il decalogo Aduc

In attesa del 5 gennaio, quando in tutta Italia inizieranno i saldi invernali 2013, ecco alcuni consigli per gli acquisti. Anche se a prezzo scontato, infatti, il cliente (oltre ad avere sempre ragione) mantiene i suoi diritti. Il decalogo dell'Aduc.

I saldi invernali 2013 sono partiti. In Basilicata, Campania e Sicilia i saldi sono iniziati già oggi, mercoledì 2 gennaio 2013, mentre in Valle d'Aosta gli sconti prenderanno il via da domani giovedì 3 gennaio 2013. In tutte le altre Regioni d'Iialia, invece, i saldi invernali inizieranno sabato 5 gennaio 2013 (vedi tutte le date per città) . Ma non sempre comprare con i saldi risulta essere un buon affare. Può capitare, infatti, che la percentuale di sconto esposto non sia in realtà così conveniente come appare o che la merce non valga il valore con cui viene venduta, nonostante il saldo. Ecco quindi che l'Aduc, come di consueto, stila dei consigli per gli acquisti in tempo di saldi. L'Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori stila quindi un decalogo necessario per uscire da una giornata di shopping con i saldi senza doversene pentire, ricordando che anche se la merce è a prezzi scontati il cliente mantiene sempre i suoi diritti prima, durante e anche dopo l'acquisto.

Saldi invernali 2013: istruzioni per l'uso Aduc.

PRIMA DI SCEGLIERE L'ACQUISTO
1) Non fare acquisti, se non indispensabili, prima dell'avvio dei saldi. Nei giorni pre-saldi sarebbe opportuno fare un giro per i negozi e individuare i prodotti che potrebbero interessare, segnando i prezzi a cui vengono venduti, per poi verificare che nel periodo dei saldi il prezzo sia realmente calato.

DURANTE L'ACQUISTO - PREZZI
2) Non fermarsi al primo negozio che pratica sconti, ma visitarne diversi e confrontare i prezzi esposti e la qualità della merce di riferimento (dopo non si potrà rivendicare il cambio di un prodotto perché il negozio a cento metri più in là vende lo stesso ad un prezzo dimezzato);
3) non lasciarsi ingannare da sconti che superano il 50% del costo iniziale. Nessuno regala niente. Difficilmente un commerciante ha ricarichi superiori al 50% a meno che non si tratti di un artigiano che produca da sé e che nella determinazione del prezzo ha margini e logiche più ampie;
4) ricordarsi che prezzi tipo 49,90 euro vuole dire 50,00 e non 49,00 euro.

DURANTE L'ACQUISTO - PAGAMENTI
5) Le forme di pagamento non differiscono da quelle abituali, perché siamo in presenza di transazioni commerciali e il prezzo di acquisto non modifica le regole. Quindi diffidare da chi impone il pagamento in contanti pur avendo esposta la segnalazione della convenzione con un istituto di carte di credito o bancomat. Si può chiedere di usufruire di questa forma di pagamento, e in caso di diniego segnalarlo all'istituto di credito, che potrebbe anche annullare la convenzione con quel commerciante.

DURANTE L'ACQUISTO - QUALITA'
6) Guardare le etichette che riportano la composizione dei tessuti: i prodotti naturali costano di più, quelli sintetici meno. La percentuale di composizione può variare notevolmente e incidere sul costo finale;
7) I capi d'abbigliamento riportano l'etichetta con le modalità di lavaggio e conviene sempre chiedere conferma al commerciante di ciò che è indicato: la sua esperienza può servire a prevenire spiacevoli sorprese dopo che si è portato il capo d'abbigliamento in lavanderia;
8) Essere pignoli. Di un capo verificare se è di pura lana vergine o di lana. La seconda lana può essere riciclata, la prima no. Di un capo di cotone chiedere la provenienza: i prodotti provenienti dai Paesi asiatici possono essere trattati con pesticidi o antimuffe che al contatto con la pelle possono provocare allergie;
9) diffidare dei capi d'abbigliamento disponibili in tutte le taglie e/o colori: è molto probabile che non sia merce a saldo, ma immessa sul mercato solo per l'occasione e quindi con un finto prezzo scontato;

DURANTE E DOPO L 'ACQUISTO
10) Diffidare dei negozi che espongono cartelli tipo "la merce venduta non si cambia": esistono regole precise del commercio che impongono il cambio della merce non corrispondente a quanto propagandato o perché difettosa. Il fatto di essere in saldo, non significa che queste regole non siano valide. Ricordarsi che non esiste invece il diritto di recesso negli acquisti fatti in un esercizio commerciale: per cui se si è sbagliata la taglia o si è semplicemente cambiato idea, è solo la disponibilità del commerciante che può ovviare al problema, ma non c'è un diritto del consumatore.

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