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Saldi invernali 2012: il 5 gennaio partono in quasi tutta Italia

I saldi invernali hanno inizio, anche se la vera data sarà il 5 gennaio, quando quasi tutte le Regioni e le maggiori città, da Roma a Milano e Napoli, cominceranno a vendere a prezzi scontati. A causa della crisi, molti ipotizzano però una stagione dei saldi in flessione.

I saldi possono avere inizio, ma dal Codacons alla Confesercenti non regna molto ottimismo, perché si prevede che la crisi economica si rifletterà anche sugli acquisti a prezzi scontati, poiché questo inizio dell'anno ha già visto aumentare le spese degli italiani, dalle bollette alla benzina, che ha ormai raggiunto prezzi da capogiro. Il 2 gennaio i saldi invernali inizieranno in Sicilia e in Basilicata, mentre in quasi tutte le altre Regioni e nelle grandi città, come a Torino, Bologna, Firenze, Napoli e Bari, la data di partenza sarà giovedì 5 gennaio. Il Molise e la provincia autonoma di Bolzano dovranno attendere invece il 7 gennaio per i primi acquisti in saldo mentre, come di consueto, in Val d'Aosta le offerte inizieranno il 10 gennaio. Ma se i negozianti sono pronti a vendere in saldo la merce rimasta sugli scaffali durante le festività natalizie, non così paiono gli italiani, almeno secondo Fismo-Confesercenti secondo la quale i consumatori saranno "divisi tra chi cerca l'affare e chi invece aspetterà 'tempi più rosei' ". "Per sapere come saranno i saldi basta guardare alla famiglia media - spiega il presidente Roberto Manzoni - che ha visto aumentare le spese fisse per al gestione familiare del 6% - 7%, perdendo contemporaneamente un altro 6% - 7% in potere d'acquisto. I saldi sono lo specchio dell'economia del Paese, e per questo ci aspettiamo una flessione: una flessione non drammatica, ma in linea con la situazione dell'Italia. Qualcuno comprerà ciò di cui ha bisogno, ma altri saranno frenati dal timore per il futuro". Confesercenti fa notare che "in questo senso, ha contato anche la delusione suscitata dalla stesura finale della manovra, che tutti speravano più equa", e forse un po' più volta verso la crescita, visto che liberalizzare semplicemente l'orario di apertura degli esercizi non sembra poter influire molto sull'economia italiana. E infatti, difficilmente i commercianti decideranno di aprire anche di notte, visto che da quanto si ipotizza i negozi pare che rimarranno mezzi vuoti anche di giorno. "Le liberalizzazioni degli orari non faranno altro che scremare quello che di buono ancora c'è sul mercato - aggiunge Roberto Manzoni - Bene invece che i saldi partano all'incirca nello stesso periodo in tutta Italia: altrimenti si sarebbero create situazioni di concorrenza spiacevole tra Regioni territorialmente vicine" sottolineando però che i negozianti si sarebbero aspettati "una data unica un poco più avanti del 5 gennaio: come sono attualmente, infatti, le vendite scontate non possono essere definite di fine stagione ma di inizio di stagione, apportando ulteriori elementi di crisi e di destabilizzazione ad un settore (abbigliamento ed accessori), che rispetto ad altri beni di consumo ha subito negli ultimi anni una significativa flessione". E' il Codacons ha calcolare la flessione degli acquisti per questi saldi invernali 2012, ipotizzando che "raggiungerà quota meno 30% rispetto ai precedenti saldi invernali" come spiega il presidente dell'associazione, Carlo Rienzi. "Solo il 40% delle famiglie potrà permettersi qualche acquisto - continua il Codacons - e la spesa procapite in regime di saldi si attesterà sui 110 euro". Solo nei prossimi giorni, comunque, si saprà se tali previsioni hanno saputo interpretare o meno lo stato d'animo (e le tasche) degli italiani, e quali settori, soprattutto, subiranno le penalizzazioni maggiori.

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