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Saldi flop: spende solo il 38% delle famiglie. Stagnazione vendite al dettaglio

"I dati Istat relativi al commercio al dettaglio confermano la situazione di stagnazione in cui la nostra economia è ancora impantanata" denuncia in una nota Federconsumatori, rivelando che anche i saldi "sono state un tiepido incentivo agli acquisti solo per una parte dei cittadini (il 38% delle famiglie)".

"I dati Istat relativi al commercio al dettaglio confermano la situazione di stagnazione in cui la nostra economia è ancora impantanata" denuncia in una nota Federconsumatori, commentando l'ultimo rapporto Istat che svela come l'indice in volume delle vendite al dettaglio registra una variazione negativa rispetto a novembre 2014 (-1%). Inoltre, anche nel trimestre settembre novembre 2015 il volume delle vendite registra una diminuzione dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti. E' invece impercettibile l'aumento su base mensile (+0,3% a novembre 2015).
E neanche i saldi sembrano regalare una boccata di ossigeno ai commercianti. "Queste settimane di saldi sono state un tiepido incentivo agli acquisti solo per una parte dei cittadini (il 38% delle famiglie, secondo le nostre stime) e appare evidente che coloro i quali erano già pronti a parlare di ripresa consolidata hanno, purtroppo, preso un abbaglio" sottolinea infatti Federconsumatori, ricordando che "solo nel triennio 2012-2013-2014 i consumi hanno subito una contrazione di circa 78 miliardi (pari al -10,7%) e che dal 2008 ad oggi persino settori vitali come quelli dell'alimentazione e della salute hanno subito flessioni allarmanti (rispettivamente -11% e -28,8%)".
Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef, osservano quindi: "Le cifre rilevate dall'Istat dimostrano che ci troviamo in una situazione di galleggiamento e che la domanda interna ha bisogno di provvedimenti concreti e decisi. - aggiungendo - La redistribuzione dei redditi e la creazione di nuove opportunità di lavoro sono fattori chiave per sostenere e rilanciare la domanda interna. In questo senso, purtroppo, la legge di stabilità prevede interventi scarsi e insufficienti e non include i provvedimenti incisivi su occupazione, ricerca, sviluppo, tecnologico e valorizzazione del nostro patrimonio culturale che invochiamo da tempo".

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