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Inizio saldi invernali 2013 oggi, e firme per "Libera la Domenica"

Continua, anche per periodo dei saldi invernali 2013, la raccolta firme della campagna "Libera la Domenica" che ha come obiettivo quello di rendere le aperture festive e domenicali "compatibili con effettive esigenze imprenditori e consumatori, ripristinando competenze, materia di orari, alle Regioni". Per una "società più a misura d'uomo.

I saldi invernali 2013 (vedi calendario) sono già iniziati il 2 gennaio a Napoli (Campania), Potenza (Basilicata) e Palermo (Sicilia) mentre da oggi, sabato 5 gennaio, partiranno a Roma, Milano, Torino e in tutte le altre città e Regioni d'Italia. Come negli anni passati, anche l'inizio dei saldi invernali 2013 sono stati anticipati, e questo non senza polemiche da parte dei commercianti e delle associazioni del settore, come la Fismo-Confesercenti che chiede che alle vendite di fine stagione sia "ridato il loro originario significato". La Confesercenti, nel denunciare quindi la sua contrarietà ad "ulteriori 'liberalizzazioni' selvagge e demagogiche nel settore" che hanno anche portato alla "deregolamentazione degli orari e delle aperture domenicali e festive del commercio", annuncia quindi che anche nel periodo dei saldi invernali continuerà la campagna "Libera la Domenica" per la raccolta di firme per la proposta di legge popolare che riporti la competenza di orari e aperture del settore alle Regioni. Il 13 novembre scorso è stata infatti depositata presso la Corte di Cassazione la proposta di una legge di iniziativa popolare, promossa da Confesercenti con Federstrade ed il sostegno della CEI, atta a cambiare la normativa sulle liberalizzazioni e riportare nell'ambito delle competenze delle Regioni le decisioni sulle aperture domenicali degli esercizi commerciali, come si legge sul sito della Confesercenti.

Per raggiungere però l'obiettivo è necessaria la raccolta di almeno 50mila firme, entro sei mesi a partire dal 13 novembre (quindi entro il 13 maggio 2013) per presentare in Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare (che non decade a fine legislatura ma viene automaticamente ripresentata nella nuova). La legge di iniziativa popolare "non ha come obiettivo quello di vietare aperture festive e domenicali, ma di renderle compatibili con effettive esigenze imprenditori e consumatori, ripristinando competenze, materia di orari, alle Regioni", precisa il presidente di Confesercenti Marco Venturi, mentre l'Arcivescovo Giancarlo Maria Bregantini ricorda invece che "la libertà non serve senza la verità".

In una lettera, l'Arcivescovo Giancarlo Maria Bregantini scrive infatti: "Le testimonianze, oggi, sono preziosissime. Perché consolidano con tenacia una linea di condotta. La battaglia per la regolamentazione della aperture dei Negozi alla domenica ha in questo libro bianco una fortissima documentazione testimoniale. Le cifre e i dati sono necessari. Ma vanno completati da quel grido di mamme che qui 'parlano', che qui raccontano le loro lacrime, che qui si fanno portavoce diretta e sofferta di tante situazioni di dolore - e ancora - Che può dire, infatti, una mamma a quel bimbo che la guarda con occhi lacrimosi e dalla sua vocina si sente dire: 'Mamma..anche oggi non sei con me, non resti a giocare in casa...oggi che io non vado a scuola!?...'. Il cuore di quella madre è straziato e il suo lavoro sarà un costante nervosismo". L'Arcivescovo di Campobasso-Bojano continua riflettendo: "Ecco, questo è il tono appassionato con cui si svolgono le pagine di questo libro bianco. e sullo sfondo, si sente la nostalgia per una 'bella Messa vissuta insieme', di una passeggiata carica d'amore, di un abbraccio più prolungato e di una gioia più bella per la pasta al forno...! - concludendo - Grazie a chi le ha raccolte e fatte documentazione. E che Dio ci aiuti a rendere la nostra società a misura d'uomo, di servizio reale alle famiglie".

La campagna "Libera la Domenica" punta infatti a ripristinare le competenze delle Regioni in modo tale da rendere le aperture meglio compatibili con le esigenze degli imprenditori, dei loro lavoratori e delle famiglie, visto che oltretutto, si legge sempre sul sito della Confesercenti, "con l'attuale normativa, con gli effetti della crisi e con il mancato ricambio generazionale nei prossimi 5 anni ci saranno 81mila esercizi commerciali in meno, con la conseguente perdita di 202mila posti di lavoro" ed "in particolare il saldo negativo brucerà quasi 16mila negozi di abbigliamento, più di 5.000 negozi di calzature, quasi 7.000 negozi di mobili ed elettrodomestici, circa 1.500 panetterie, oltre 2.000 negozi di fiori e così via". La crisi delle piccole imprese comporta inoltre la "progressiva desertificazione delle città italiane, nelle quali si sta assistendo alla scomparsa dei servizi commerciali di vicinato, rendendole più vuote meno sicure", sottolinea ancora la Confesercenti. Sul sito "liberaladomenica.it" l'invito quindi a firmare anche nel corso dei saldi invernali 2013 ma anche a divenire promotori della raccolta firme per la campagna "Libera la Domenica", con tutte le istruzioni necessarie.

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