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Inizio saldi invernali 2013 anticipato snatura vendita speciale

Anche quest'anno, l'inizio dei saldi invernali 2013, poiché anticipato, di fatto "snatura questo tipo di vendita speciale". I "saldi debbono tornare ad essere un evento per la promozione del territorio oltreché un occasione vantaggiosa di acquisto per i consumatori" e per questo si chiede di posticiparne le date.

Aver anticipato anche l'inizio dei saldi invernali 2013 (prassi già portata avanti in questi ultimi anni) al 2 gennaio in Campania, Basilicata e Sicilia e al 5 gennaio in tutte le altre Regioni d'Italia (vedi calendario per Regioni e città) "ha di fatto completamente snaturato questo tipo di vendita speciale a danno sia delle piccole e medie imprese del dettaglio che conseguentemente del consumatore determinando una confusione totale sulle varie forme di vendite straordinarie" denuncia Alberta Parissi, della Fismo (Federazione Italiana Settore Moda) Confesercenti. Parissi spiega infatti che "le vendite di fine stagione o saldi rappresentano per il nostro settore circa il 35% del fatturato" e per questo chiede che ad essi debba "essere ridato il loro originario significato". I saldi, infatti, debbono "tornare ad essere delle reali vendite di fine stagione da effettuarsi nei periodi originariamente previsti, posticipandone, quindi, l'attuale data di avvio" aggiunge la rappresentante della Fismo-Confesercenti. Ma non solo. Alberta Parissi si rivolge inoltre espressamente alla Pubblica Amministrazione, affinché "si impegni a far rispettare le regole" visto che "non è possibile continuare come oggi dove si assiste alla completa inosservanza delle stesse a cominciare da quelle previste per le vendite di fine stagione". La Fismo-Confesercenti, infatti, denuncia tutta la sua contrarietà ad "ulteriori 'liberalizzazioni' selvagge e demagogiche nel settore", le stesse che che ha deregolamentato "gli orari e le aperture domenicali e festive del commercio".

L'analisi di Parissi viene confermata anche dal presidente della Confesercenti di Roma e del Lazio Valter Giammaria, che spiega: "Ogni volta con cadenza ciclica c'è qualcuno che sostiene che per smuovere i consumi è necessario provvedere a anticipare, liberalizzare o fare chissà che altro per i saldi e comunque per il settore del commercio - aggiungendo - Questo è stato dimostrato non rispondente a verità da un dato incontrovertibile come quello del calo dei consumi che stiamo subendo nelle vendite anche in presenza di sconti e che ha avuto ulteriore riprova nelle ultime festività natalizie". Giammaria chiarisce infatti che "i saldi debbono tornare ad essere un evento per la promozione del territorio oltreché un occasione vantaggiosa di acquisto per i consumatori" e che quindi "ulteriori deregolamentazioni non sarebbero altro che nuovi colpi alle piccole imprese, allo loro presenza nei quartieri e nei rioni accelerando una fine che se non si cambia registro è ormai prossima". La Fismo chiede per questo "con forza alle Istituzioni che prendano provvedimenti e facciano scelte per dare risposte concrete alle famiglie e alle imprese. Scelte che, soprattutto, si debbono sostanziare in una diversa politica economica che non sia di aumento esponenziale di tasse, imposte e servizi - a tal proposito sarebbe un grave errore un ulteriore aumento dell'IVA che peggiorerebbe ancora la già insostenibile situazione, causando un maggior peso per le famiglie che porterebbe ad un ulteriore e devastante calo dei consumi - e in un impegno verso il sistema bancario e creditizio affinché si riapra l'accesso al credito".

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