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Mondiali rugby: "rissa" Castrogiovanni e Bocchino prima dell'Irlanda

Nell'allenamento di "toch rugby" alla vigilia del match contro l'Irlanda, gli azzurri Castrogiovanni e Bocchino sembra che siano venuti alle mani a causa di un placcaggio irregolare del mediano di Viterbo. "Siamo tesi, buon segno" ha confessato il capitano Parisse.

Quando c'è di mezzo "la partita della vita", la tensione gioca brutti scherzi. I campioni dell'Italia del rugby Riccardo Bocchino e Martin Castrogiovanno sembra infatti che siano addirittura venuti alle mani. E' successo durante un allenamento, ovvero la tradizionale partitella di "touch rugby" (rugby al tocco) che, come di consueto, precede il "captain's run", ultimo allenamento prima della partita di domenica sera (mattina, ore 9.30, in Italia) contro l'Irlanda. Bocchino avrebbe placcato Castrogiovanni, infrangendo la regola del "touch" che lo vieta, e il pilone azzurro avrebbe risposto con un pugno, che, per fortuna del mediano di Viterbo, non è andato a segno. "Siamo tesi, buon segno" ha detto da buon capitano Sergio Parisse, un po' per calmare gli animi e un po' per caricarli. La partita contro i celtici vale un posto nei quarti di finale di Coppa del Mondo. "Non siamo noi i favoriti, ma questa è la partita della vita, che aspettiamo da anni" ha poi precisato Parisse. Dopo il battibecco dell'allenamento, concluso subito con una riappacificazione, per gli azzurri la cosa più complicata sembra essere quella di ingannare l'attesa al match: "C'è un programma studiato con lo staff medico che detta i tempi dell'alimentazione: colazione, pranzo, snack pomeridiano. Questi sono momenti collettivi. Poi ognuno si gestisce individualmente. Normalmente si fa una piccola siesta per ridurre i tempi dell'attesa. Che è molto teso e non riesce a dormire, vede un film o ascolta musica. Chiaro che preferiamo di gran lunga le partite pomeridiane del Sei Nazioni". In casa Irlanda l'ambiente sembra essere un po' più tranquillo, con gli uomini di Kidney forti dei favori del pronostico ma comunque attenti a non sottovalutare un avversario in continua crescita: "Battere l'Italia sta diventando di anno in anno sempre più duro - ha ammesso il capitano irlandese, Brian O'Driscoll - Abbiamo il massimo rispetto per gli azzurri, ma in campo dovranno comunque fare i conti con noi". Paul "il rosso" O'Connell è il più battagliero e avverte l'Italia: "Queste sono le grandi partite che preferisco".

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