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Valentino Rossi vs Lorenzo? Il vero "biscottone" lo prepara Yamaha con Motobot

Valentino Rossi, Marc Marquez, Jorge Lorenzo e il "biscottone", questo lo scandalo del Gp di Valencia. Yamaha decide di tagliare qualsiasi altra tentazione di "combine" eliminando direttamente i piloti (umani). Motobot è il centauro robot presentato al Tokyo Motor Show 2015, che sfida proprio il Dottore.

Una delle specialità giapponesi, o forse una delle molte fissazioni, è quella di costruire robot antropomorfi. Un emblema della ricerca giapponese nella robotica è senz'altro Asimo della Honda che, nella sua più recente versione è ancora più "gentile" nei movimenti e disinvolto per quanto riguarda il suo approccio con gli umani. Peccato che questi robot non servano a niente quando si tratta di esplorare una centrale nucleare distrutta come quella di Fukushima, ma questo è un'altro problema. Piuttosto il robot come "giocattolone", come fiore all'occhiello di un insieme di filiere tecnologiche (meccanica, tecnologia dei materiali, elettronica, informatica, cibernetica, etc.) rimane comunque la dimostrazione dello stato dell'arte tecnologica di un Paese (si pensi all'androide "islamico" Surena). Ma se la Honda crea un robot che cammina, poteva Yamaha abbandonare la sfida dei robot antropomorfi? Chiaramente no. Non solo, sfida Honda nell'ambiente familiare delle moto da corsa. Alla 44esima edizione del Tokyo Motor Show viene infatti presentato Motobot, un avveneristico centauro robotico che guida una moto da corsa (una YZF-R1M). Motobot come si nota dall'inquietante video postato su Youtube dalla Yamaha ha proprio la forma di un motociclista accovacciato sulla sella, mani e piedi "funzionanti" che controllano il bolide. Il fatto interessante è che Motobot è esplicitamente dedicato "to the doctor", cioè al nostro Valentiono Rossi. Il video mostra Valentino Rossi bambino alle prime corse sulle minimoto. Tutto questo mentre, con un montaggio sapiente, le lucette sui circuiti di Motobot luccicano e l'angar si apre. Anche Motobot è un "bambino" (è alla sua prima versione), ma impara in fretta e vuole bruciare le tappe. Grazie ai suoi 6 servomeccanismi Motobot controlla con precisione sterzo, acceleratore, freno anteriore, freno posteriore, frizione e cambio. Nel 2015 Yamaha è riuscita a far stare in sella Motobot ad una sua YZF-R1M non modificata (tranne le "rotelle" sui fianchi per scongiurare una rovinosa caduta), a farlo andare ad oltre 100 Km orari su rettilineo e a superare un percorso fatto di slalom e curve. Motobot usa tecniche informatiche di apprendimento automatico e un GPS ultrapreciso e la Yamaha punta a migliorare il suo Asimo su pista attraverso continue corse da cui Motobot "imparerà". Il futuro del motomondiale è già segnato. Addio Valentino, addio Lorenzo, ci saranno i Motobot a sfidarsi, e il biscottone sarà sempre più al microonde.