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Russia sviluppa interfaccia "mente-computer". Kurzweil: nel 2040 back up del cervello

In Russia è stato sviluppato un progetto per l'interfaccia "mente-macchina" (mind-computer) e il Cremlino ha già "mostrato interesse per l'acquisizione del know-how". Un ulteriore passo verso il transumanesimo di Ray Kurzweil, attuale ingeniere capo di Google, che afferma come nel 2030 i nostri cervelli potrebbero essere già collegati al cloud, mentre nel 2040 potremmo fare un "back up" della nostra mente.

I ricercatori di mezzo mondo stanno sviluppato varie tecnologie con l'obiettivo di controllare con la mente le apparecchiature. Tecniche spesso utilizzate anche in ambito medico, tanto che pochi mesi fa a Vienna è stato "installato" su tre persone vittime di incidenti un braccio bionico direttamente collegato al sistema nervoso dei pazienti e controllato dai loro pensieri. Intanto, in Russia è stato sviluppato un progetto per l'interfaccia "mente-macchina" (mind-computer) e il Cremlino ha già "mostrato interesse per l'acquisizione del know-how" tanto da richiedere il trasferimento dei "diritti di proprietà intellettuale e di ricerca" come spiega a Ria Novosti Andrei Grigoriev a capo del Russian Fund for Perspective Research. Già a gennaio, la tecnologia per il controllo di robot attraverso i segnali elettrici del cervello era stata mostrata al presidente russo Vladimir Putin. Tali progressi nel campo del transumanesimo probabilmente entusiasmeranno (ancora di più) anche Ray Kurzweil, attuale ingeniere capo di Google. Mercoledì 3 giugno, intervenendo alla conferenza Exponential Finance a New York, Ray Kurzweil ha infatti affermato che le persone saranno presto in grado di collegare i loro cervelli direttamente al cloud (di Google possibilmente), per aumentare la loro intelligenza grazie alla connessione con migliaia di computer. "Dobbiamo gradualmente fonderci per migliorare noi stessi" afferma Kurzweil, spiegando che a suo parere "questa è la natura dell'essere umano" cioè "trascendere i nostri limiti" affinché nel prossimo futuro "il nostro pensiero possa essere un ibrido biologico e non biologico" fino a diventare completamente artificiale. Per Ray Kurzweil tale processo transumano potrebbe cominciare ad avvenire già nel 2030 ipotizzando che nel 2040 le persone potrebbero essere anche in grado di completamente un "back up" dei loro cervelli. La sfida, visto l'analfabestismo funzionale dilagante, sarà però quella di riempire almeno un disco rigido da 5 Megabyte.

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