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Nessuno tocchi CainOS. ONU ritarda messa al bando dei robot killer

I Robot Killer, detti anche Robot Terminator ma meglio conosciuti dalla burocrazia come "sistemi d'arma autonomi" (fully autonomous weapons) sferragliano tra noi e ci scrutano dal cielo, pronti a premere da soli il grilletto. L'ONU ritarda la messa al bando preventiva della "morte automatica", secondo molti osservatori per via delle pressioni di USA e Regno Unito. Troppi soldi in gioco, ma una campagna internazionale punta a proibire i robot killer.

La prima macchina elettrica che ha ucciso un uomo è senz'altro "la vecchia signora folgore" di Thomas Edison. Ma se a buon diritto si può pensare che la madre dei droni sia stata proprio la sedia elettrica, è per il ruolo dei nipotini (che crescono velocemente) che il mondo ancora senziente si preoccupa. Ma così come la sedia elettrica, inventata promossa e usata come arma commerciale nella "guerra delle correnti" da Edison contro Westinghouse alla fine dell'800, portava (e porta) alla morte atroce di un essere umano con l'aiuto del boia, così il drone spara dalle nuvole un missile contro il "nemico pubblico" di turno sempre grazie ad un uomo dietro al joystick. Insomma dietro l'"elettrificazione" più o meno transistorizzata c'è sempre un uomo che decide (per mille motivi ed ordini eccetera eccetera) di uccidere un altro suo simile (e che l'avrà sulla coscienza). In definitiva è sempre la solita vecchia storia di Caino e Abele, è la vicenda del primo omicidio che si perpetua. Anzi si teleperpetua. Ma qualcosa sta cambiando.

Se la nonna era elettrica e i figli elettronici, sono invece i nipotini cibernetici a terrorizzare gli esseri umani superstiti ("ancora troppi" diranno gli Illuminati), proprio perché completamente assenti di qualsiasi umanità. Sono i cosiddetti "sistemi d'arma autonomi", meglio conosciuti come "Robot Killer" o più allegramente (nel senso dell'entertainment cinematografico) "Robot Terminator". In altre parole macchine che uccidono di propria sponte senza che dietro ci sia un uomo a dare l'ordine. Una paradossale fine del boia, insomma. Il momento storico è perfetto per l'introduzione di queste armi autonome. Perché se ai tempi della "vecchia signora folgore" la gente sveniva a veder bruciare un uomo (un cristiano, si diceva all'epoca come sinonimo di uomo), ora il bambino cresciuto a pane in cassetta e smartphone uccide abitualmente con i suoi "robot killer games" gli ignari cittadini di ignare città (per ora solo elettronici, ma lui non distingue ormai più il vero dal verosimile). E' altresì giunto il momento per gli uomini di buona volontà di fermare il mondo per far scendere i robot terminator dalle guerre del presente e del futuro.

Secondo un recente articolo del Guardian però la cosa sta diventando molto difficile dato che il ritardo accumulato dalle Nazioni Unite per un divieto preventivo contro le armi autonome "potrebbe aprire le porte alle guerre robotiche". La Croce Rossa (ICRC) riconosce i sistemi d'arma autonomi quando questi hanno un'"autonomia" nelle loro "funzioni critiche", il che sta a significare che un'arma può selezionare (cioè cercare o individuare, identificare) ed attaccare (cioè intercettare, usare la forza contro, neutralizzare, danneggiare o distruggere) bersagli senza alcun intervento umano. E' stata proprio la Croce Rossa, nel corso della riunione a Ginevra sui Lethal Weapons Autonomous Systems (LAWS), a ricordare in primis che la Convenzione sulle armi non convenzionali si fonda sul Diritto internazionale umanitario, cioè un insieme di norme che riguarda la protezione delle cosiddette vittime di guerra o vittime dei conflitti armati. Il Comitato Internazionale della Croce Rossa sottolineava "ancora una volta le preoccupazioni in merito ai sistemi d'arma autonomi in base ai principi di umanità e ai dettami della coscienza pubblica", chiarendo: "C'è un senso di disagio profondo all'idea che possa esistere un sistema di armi che pone l'uso della forza fuori dal controllo umano".

Ma gli investimenti mondiali si contano in miliardi di eurodollari nel settore delle armi robotiche "senzienti" e uno stop dell'ONU significherebbe il taglio dei profitti di diverse multinazionali (soprattutto di USA e Regno Unito). Non solo, il ritardo della discussione all'ONU è dovuto anche a fatti di natura politica e strategica. La Cina ad esempio vorrebbe trattare sulle "tecnologie esistenti ed emergenti", mentre gli Stati Uniti e il Regno Unito pretendono di discutere solamente sulle "tecnologie emergenti" come ha ricordato al Guardian Noel Sharkey, professore di intelligenza artificiale all'Università di Sheffield e cofondatore dell' International Committee for Robot Arms Control (ICRAC). Questa differenza di posizioni è data dal fatto che i "robot killer" o qualcosa che gli somiglia molto sono già in mezzo a noi, ottimi e abbondanti ed in servizio permanente effettivo. Insomma sono tecnologie "esistenti" più che "emergenti". Discutere come vogliono i cinesi sulla messa al bando delle tecnologie di sistemi d'arma autonomi significa depennare Iron Dome (Israele) e gli statunitensi Phalanx, Counter Rocket, Artillery, and Mortar (C-RAM). Sistemi d'arma autonomi (o semi autonomi) "difensivi", come si dice, ma capaci di fulminarti senza guardare troppo al capello.

Tra le tecnologie esistenti ecco anche lo sferragliare del Sentry SGR-1 che pattuglia la zona demilitarizzata tra le due Coree, o il caccia X-47B (della Northrop Grumman, in grado di autopilotarsi, si chiama infatti UCAV, unmanned combat air vehicle, unmanned appunto) o il compare Taranis (anche lui un UCAV ma inglese della BAE Systems detto anche Raptor). Ed Israele sta portando avanti la costruzione di torrette mitragliatrici lungo il confine con la Striscia di Gaza che mirano automaticamente ai palestinesi che cercano di infiltrarsi. Insomma l'intelligenza artificiale (o meglio gli algoritmi euristici spinti alla velocità della luce da enormi reti di computer) non servono solo a dialogare con Bob Dylan ma a uccidere in modo migliore, efficiente veloce e a basso costo.

L'International Committee for Robot Arms Control è la promotrice insieme ad Human Rights Watch (che la coordina) di una campagna per fermare i Robot Killer. "Campaign to stop killer robots" è una azione internazionale che vede decine di associazioni internazionali (Amnesty International, Handicap International, International Peace Bureau, Nobel Women's Initiative, Pax Christi International, ecc.) insieme a rappresentanti di 25 Paesi (in Italia c'è la Rete Italiana per il Disarmo) che punta al "ban" e quindi alla messa al bando delle armi autonome (fully autonomous weapons). La spiegazione del comitato è semplice: "Negli ultimi dieci anni, una maggiore utilizzazione dei veicoli armati senza pilota (cioè i droni, ndr) ha cambiato radicalmente la guerra, portando nuove sfide umanitarie e legali. Ora rapidi progressi nella tecnologia si traducono in sforzi per sviluppare armi completamente autonome. Queste armi robotiche sarebbero in grado di scegliere e colpire bersagli per conto proprio, senza alcun intervento umano".

Il comitato spiega che questo porta numerosi problemi "a livello etico, legale, morale, politico, tecnico, ed altre preoccupazioni che riguardano le armi completamente autonome". Importante leggere come "Campaign to stop killer robots" sintetizza l'essenza dei robot killer: "Dare alle macchine il potere di decidere chi vive e muore sul campo di battaglia è un'applicazione inaccettabile della tecnologia. Il controllo umano di qualsiasi robot da combattimento è essenziale per garantire sia la protezione umanitaria sia un controllo legale efficace. E' urgente un completo divieto preventivo sulle armi completamente autonome". La soluzione per il comitato è "un trattato internazionale, nonché il varo di leggi nazionali e le altre misure". Il comitato informa su come "negli ultimi anni, i benefici e i pericoli delle armi completamente autonome sono state oggetto di accesi dibattiti da una relativamente piccola comunità di specialisti, tra cui il personale militare, scienziati, esperti di robotica, studiosi di etica, filosofi e avvocati. Essi hanno valutato armi autonomi da una serie di prospettive, tra cui utilità militare, il costo, la politica, e l'etica della delega decisioni di vita o di morte ad una macchina".

Ma i Paesi più industrializzati, leader nella produzione di droni e di sistemi cibernetici non ci stanno: anche la macchina potrà "ragionevolmente" uccidere un essere umano. E così dal primo omicidio di Caino si sta arrivando ad una svolta storica anche in questo "settore". La "parte omicida" dell'umanità sta per diventare un mero sistema operativo, CainOS si potrebbe chiamare. Un sistema che ucciderà un uomo senza nessuna remora, nessuna emozione, senza nessun raptus, con l'assenza di ogni residuo di umanità. Un sistema che avrà la stessa coscienza e lo stesso rimorso di un pianoforte che cade (e ti schiaccia) dal terzo piano. O di una vecchia sedia elettrica.

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