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Isterectomia: utero asportato da ombelico. Primato del robot Da Vinci

La nuova frontiera della chirurgia è quella robotica e il robot Da Vinci continua a stupire per i suoi successi in questo campo. All'Aoup è stato infatti effettuato per la prima volta nel mondo l'aspotazione di un utero (isterectomia), affetto da tumore dell'endometrio, attraverso la tecnica mininvasiva "single port".

Non è la prima volta che il robot Da Vinci, con la rispettiva equipe medica, balza agli onori della cronaca, anche perché rappresenta la nuova frontiera della chirurgia e ogni nuovo successo non sembra che confermare questa geniale intuizione. Geniale come il nome con cui è stato battezzato il robot, anche perché Leonardo da Vinci, tra le altre cose affascinato dal funzionamento della "macchina" umana, può essere considerato il fondatore dell'anatomia. A differenza dell'inventore fiorentino, che illustrava l'anatomia umana attraverso la cosiddetta tecnica dell' "immagine esplosa", il robot Da Vinci permette invece al medico che opera una "visione tridimensionale". E grazie alla chirurgia robotica, l'Azienda ospedaliero-universitaria pisana (Aoup) ha effettuato per la prima volta nel mondo l'aspotazione di un utero (isterectomia), affetto da tumore dell'endometrio, attraverso la tecnica mininvasiva "single port", e la porta in questo caso è stato l'ombelico della donna 60enne che si è sottoposta a questa innovativa osperazione, che st bene tanto da essere già stata dimessa. "E' la prima volta in assoluto che viene utilizzata con successo, con il robot, questa tecnica chirurgica mini-invasiva" racconta entusiasticamente l'Aoup, spiegando che "consiste nell'introdurre tutti gli strumenti chirurgici nell'addome attraverso l'ombelico. In questo caso si tratta di strumenti da 5 mm, introdotti attraverso una microincisione di appena 2 cm, con il risultato finale di evitare cicatrici sull'addome grazie al vantaggio di utilizzare solo l'ombelico come porta di accesso chirurgico". L'intervento è stato seguito dall'equipe di Vito Cela, coadiuvato da Nicola Pluchino, dell'unità operativa di ostetricia e ginecologia universitaria. La tecnica della "single port" era già usata in laparoscopia ma "finora era di uso limitato per le notevoli difficoltà tecniche dovute ai limitati movimenti per la singola porta di entrata e alla collisione degli strumenti per lo spazio di azione ridotto", sottolinea ancora l'Aoup nel proprio sito. Da oggi, quindi, nel Centro interdipartimentale di chirurgia robotica pisano sarà possibile "trattare anche patologie ginecologiche benigne e oncologiche utilizzando il robot attraverso una micro-incisione dell'ombelico".

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