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Ginevra: riunione sui robot killer senza controllo umano. Croce Rossa: problema etico

A Ginevra presso le Nazioni Unite (ONU) si riuniranno fino al 17 aprile gli esperti del Lethal Weapons Autonomous Systems (LAWS), per discutere di quei sistemi d'arma autonomi che pongono l'uso della forza fuori dal controllo umano. In sostanza non droni controllati da remoto, come esistono oggi, ma veri e propri robot killer programmati per uccidere da soli. La Croce Rossa chiede agli Stati che hanno sottoscritto la Convenzione sulle armi non convenzionali a prendere in seria considerazione "le fondamentali questioni legali ed etiche che vengono sollevate dai sistemi autonomi prima che queste armi siano ulteriormente sviluppate o distribuite nei conflitti armati".

Si riuniranno a Ginevra presso le Nazioni Unite (ONU), fino al 17 aprile, gli esperti del Lethal Weapons Autonomous Systems (LAWS) per discutere delle questioni legate alle tecnologie emergenti nel settore dei sistemi autonomi di armi letali, in base agli obiettivi e alle finalità della Convenzione sulle armi non convenzionali (CCW). Nel prossimo futuro, infatti, i droni pilotati da remoto potrebbero essere tecnologie superate visto che varie multinazionali stanno già progettando dei sistemi in grado individuare ed uccidere un nemico senza l'intervento umano. Non solo "robot killer" in grado di sostituire i soldati in carne ed ossa ma veri e propri complessi sistemi programmati per combattere. Attualmente, esistono ufficialmente solo alcuni sistemi autonomi di armi letali utilizzati però a scopo difensivo, cioè Iron Dome di Israele e gli statunitensi Phalanx e Counter Rocket, Artillery, and Mortar (C-RAM). In un rapporto, Human Rights Watch osserva: "Molte persone si chiedono se la decisione di uccidere un essere umano deve essere lasciata ad una macchina poiché esistono seri dubbi sul fatto le armi completamente autonome saranno mai in grado di replicare il giudizio umano e quindi rispettare l'obbligo giuridico di distinguere gli obiettivi militari da quelli civili". Human Rights Watch sottolinea infatti che la mancanza di controllo umano è "inquietante".

Nel corso della riunione a Ginevra sui Lethal Weapons Autonomous Systems è intervenuto anche il Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC) ricordando in primis che la Convenzione sulle armi non convenzionali si fonda sul Diritto internazionale umanitario, cioè un insieme di norme che riguarda la protezione delle cosiddette vittime di guerra o vittime dei conflitti armati. Il Comitato Internazionale della Croce Rossa sottolinea quindi "ancora una volta le preoccupazioni in merito ai sistemi d'arma autonomi in base ai principi di umanità e ai dettami della coscienza pubblica", chiarendo: "C'è un senso di disagio profondo all'idea che possa esistere un sistema di armi che pone l'uso della forza fuori dal controllo umano". La Croce Rossa chiede quindi agli Stati che hanno sottoscritto la Convenzione sulle armi non convenzionali a prendere in seria considerazione "le fondamentali questioni legali ed etiche che vengono sollevate dai sistemi autonomi prima che queste armi siano ulteriormente sviluppate o distribuite nei conflitti armati". Un sistema d'arma autonoma, ricorda la Croce Rossa, viene definito quando ha autonomia nelle sue "funzioni critiche", il che sta a significare che un'arma può selezionare (cioè cercare o individuare, identificare) ed attaccare (cioè intercettare, usare la forza contro, neutralizzare, danneggiare o distruggere) bersagli senza alcun intervento umano. La ICRC suggerisce quindi che "sarebbe utile concentrarsi su come l'autonomia di tali armi sta sviluppando queste 'funzioni critiche' " nel "rispetto del diritto internazionale umanitario, in particolare in base alle norme in materia di distinzione, proporzionalità e precauzione". La Croce Rossa evidenzia inoltre che "l'autonomia nelle funzioni critiche di selezione e attacco degli obiettivi solleva importanti questioni etiche, in particolare quando la forza viene usata in modo autonomo contro obiettivi umani".

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